Cooper Flagg è entrato nella storia della NBA venerdì sera, diventando il più giovane giocatore di sempre a segnare 50 punti in una partita. La prestazione è arrivata nella sconfitta di Dallas per 138-127 contro Orlando all’American Airlines Center, e il rookie 19enne ha commentato la serata con sentimenti contrastanti.
È stato divertente. Sai, è sempre bello entrare in quel tipo di zona. Il canestro sembra enorme, i compagni ti cercano e ti aiutano.
Nonostante i numeri straordinari, Flagg non è riuscito a godersi appieno il momento. La sconfitta dei Mavericks ha pesato più di qualsiasi record personale.
Amo vincere. Quello era il mio obiettivo principale. È difficile per me divertirmi davvero quando siamo sotto di 20, di 10, di 15 per la maggior parte della partita.
Il rookie ha spiegato che il suo rientro in campo nel finale è stato concordato con l’assistente allenatore Frank Vogel, che lo aveva fatto uscire brevemente nel quarto periodo per concedergli una pausa difensiva prima di chiamare un timeout.
Le espulsioni e il trattamento arbitrale
La partita ha vissuto un momento di forte tensione nel quarto periodo, quando coach Jason Kidd e Naji Marshall sono stati espulsi dopo un mancato fischio su un fallo ai danni di Flagg. Il giovane ha difeso la reazione del suo allenatore.
Penso fosse giustificato. Ho parlato con Bane dopo l’azione e mi ha detto che stava intenzionalmente cercando di commettere fallo su di me. Onestamente non capisco come, con tre arbitri in campo, non l’abbiano visto.
Flagg ha anche affrontato il tema del cosiddetto “rookie whistle”, ammettendo che il trattamento fisico riservato alle matricole è reale. Ha però aggiunto di essere convinto che questa esperienza lo aiuterà nel lungo periodo: “Mi costringerà solo a migliorare, a imparare come usare la fisicità degli avversari contro di loro”.
Le espulsioni di Kidd e Marshall, piuttosto che scoraggiarlo, lo hanno motivato ulteriormente. Flagg ha apprezzato il modo in cui i suoi hanno lottato per lui e per la causa della squadra, trovando in quell’emozione una spinta in più.
Sulla prestazione da 50 punti, il rookie l’ha inquadrata come il frutto di un lavoro costante: “Solo miglioramento, solo lavorare duro e crescere per tutta la stagione restando concentrato su me stesso e su questa squadra”. E guardando avanti, il messaggio è chiaro: continuare a lavorare in palestra, tenere la testa bassa e costruire qualcosa di migliore.
