Abbiamo intervistato coach Alessandro Rossi nel post-gara della sconfitta per 67-53 della sua Italia contro la Francia, nella seconda partita di questa edizione dell’Eurobasket Under 20.
Coach, iniziamo dalle sue sensazioni al termine di questa partita in cui, nonostante la sconfitta, si è vista un’Italia molto diversa da quella vista ieri contro la Germania.
”Siamo entrati emotivamente nell’Europeo in questa partita, con tutte le difficoltà del caso avendo giocato contro una squadra molto forte e atletica. Una squadra che alla lunga ti prende per sfinimento, a cui sono bastati un paio di nostri contropiedi non bilanciati per scavare un solco importante. Emotivamente siamo stati dentro alla partita fino all’ultimo secondo e questo è un segnale incoraggiante, ma non dobbiamo compiacerci per aver fatto un passo avanti. Dobbiamo farne un altro domani perché l’Europeo è una competizione strana, nella quale le partite della fase a gironi hanno più una funzione formativa rispetto a ciò che viene dopo. Per questo dobbiamo essere bravi a continuare a costruire. Ieri siamo andati oggettivamente male, oggi ci siamo assunti le nostre responsabilità e abbiamo fatto una partita molto più dignitosa.”
Anche oggi ad un certo punto avete subito un parziale importante, ma rispetto alla partita di ieri il break è arrivato più in là all’interno del match e soprattutto c’è stata una reazione diversa. Considerando anche il valore della squadra avversaria, che indicazioni si possono trarre per la sfida di domani contro la Turchia?
”Sapevamo che il girone sarebbe stato durissimo, quindi l’indicazione è quella di continuare sulla strada della crescita. Ribadisco, bisogna evitare assolutamente il compiacimento per i miglioramenti visti in campo questa sera e approcciare la prossima partita con la stessa durezza mentale. Tutto ciò cercando ovviamente di estendere la nostra resistenza all’interno della gara, passando magari già da 28 a 35 minuti di solidità. L’approccio fisico e mentale di oggi è sicuramente un aspetto positivo da cui dobbiamo ripartire, ma assolutamente senza sederci.”
Tra le possibili chiavi tecniche, in queste due partite è emersa una difficoltà nell’attaccare l’area sia in penetrazione che dal post basso. Quanto questa è una caratteristica del gruppo che era stata già preventivata e quanto invece ha inciso la fisicità dei primi due avversari?
”Entrambe le cose, nel nostro girone siamo la squadra più piccola e meno pesante e questo sicuramente conta. Non abbiamo all’interno del roster, tolti un paio di giocatori, degli slasher puri in grado di creare vantaggi attaccando l’area. Ci stiamo cercando di adeguare, oggi abbiamo subito qualche stoppata ma c’è stato per lo meno il coraggio di esplorare l’area ed è già un segnale positivo. Per questo credo sia un mix delle due cose, da un lato la conformazione del gruppo e dall’altro un tasso di fisicità che in queste due partite ha raggiunto dei livelli notevoli.”
