Trento ottiene una storica vittoria imponendosi con autorità nella finale di Coppa Italia 2025, contro l’Olimpia Milano. Le parole di coach Paolo Galbiati:
Sono felicissimo. Abbiamo vinto una coppa. La partita è stata molto bella per noi. Abbiamo rispettato il nostro gameplan, abbiamo imposto il nostro ritmo. Siamo riusciti a imporre il nostro ritmo perchè sapevamo che a basso ritmo ci avrebbero strozzato. Esclusi i falli contro Mirotic, abbiamo fatto un ottimo lavoro.
Gruppo umanamente speciale. Sentivamo la partita, abbiamo provato delle cose che sono riuscite.
Cosa puoi dirci del carattere della tua squadra ?
i miei giocatori sono freschi e hanno fame. Sono cose che volevamo. Oggi siamo stati notevoli. Abbiamo resistito a Shields, Mannion e LeDay. Abbiamo rispettato tutto il gameplan.
La vittoria in campionato vi ha dato qualcosa ?
No, era un’altra squadra. Non c’erano Mannion e Gillespie giusto per dirne due.
Cosa ha fatto per mettere in ritmo Ford dopo la partita di ieri ?
Si è messo in ritmo da solo.
I tanti pick and roll di Shields sono una scelta voluta ?
Sapevamo di avere i corpi da mettere contro di lui e sapevamo che avesse determinante caratteristiche. Abbiamo alternato Cale, Niang, Forray e Pecchia. Lo avevamo preparato.
Seconda vittoria in Coppa Italia, le differenze ?
E’ uguale, vincere è sempre bello, anche perchè io odio perdere. Quando perdo prendo sonno subito ma sto male. E’ bello allo stesso modo.
Avevi una rotazione corta. Quanto è stato difficile ruotare meno lunghi ?
E’ più difficile. Abbiamo dovuto dividere i minuti e mettere anche dei giocatori fuori posizione per sacrificare dei corpi. Abbiamo fatto esperienza con gli infortuni e grazie agli atleti che abbiamo tenuto botta.
In sette anni sei diventato grande ?
Grazie. Non ci penso, sono maturato, nel 2018 avevo 34 anni. Situazione completamente diversa. Ho avuto la fortuna che Luis Scola e Arcieri mi hanno portato a Varese e mi hanno insegnato molto. E ho avuto la fortuna di essere scelto da Trento per iniziare questo percorso.
Ellis Eurolega o NBA ?
La NBA la guardo solo in tele. Eurolega mi piace, è una lega per specialisti o superstar. Io sono felice se andrà in Eurolega, se andrà in NBA mi pagherà una cena.
Quanto conta lavorare a Trento ?
Siamo isolati ma abbiamo tutto. Ci sono persone che ci tengono e che hanno idee, che a volte vengono meglio altre meno. In queste due estati ci siamo anche scontrati con il diretto sportivo. Abbiamo cambiato stile di gioco, tipo di allenamento, abbiamo giunto persone nello staff e mi sono venuti dietro Ci siamo scontrati perchè i trentini sono belli duri. Tutte le settimane ci sono persone della società che vengono agli allenamenti. E’ un posto che ti fa sentire a casa.
Niang ?
Ha fatto errori, era una finale davanti 12.000 persone. Ha fatto subito tre falli, ma poi è rientrato e ha fatto cose importanti. Quando l’ho tolto alla fine mi ha guardato con gli occhi di chi voleva giocare. Non puoi non volergli bene.
Dove può arrivare la tua squadra ?
Non lo so, speriamo tengano i piedi per terra e poi si vedrà.
Cosa si prova di essere l’artefice di questo successo e quando hai capito che si potesse fare ?
L’ho capito a 2′ e 40 dalla fine, quando c’è stato un canestro di Niang. Sono contento per tutta la società e dirigenti storici. Vedere così tante persone così da Trento è bellissimo.





