Gli Europei che stanno per cominciare saranno, con ogni probabalità, l’ultima occasione che avremo per vedere Danilo Gallinari con la maglia della nazionale azzurra.
Il Gallo, infatti, dovrebbe lasciare la nazionale al termine di Eurobasket, per poi decidere come proseguire la sua carriera a livello di club, scegliendo se continuare ancora per un’altra stagione o se ritirarsi e porre fine ad una carriera lunga e di grande prestigio.
Negli ultimi giorni, poi, si è, per certi versi, riaperta la querelle relativa al ritorno di Gallinari in Italia, specialmente all‘Olimpia Milano, il club in cui è cresciuto.
Non è un mistero, infatti, che in diverse circostanze il Gallo avesse dichiarato che gli sarebbe piaciuto poter chiudere la carriera a Milano ma è altrettanto evidente che questa possibilità, oggi, pare sempre più improbabile.
A 37 anni già compiuti, infatti, la finestra temporale per poter vedere Danilo Galinari vestire nuovamente la maglia dell’Olimpia Milano si fa sempre più ristretta.
Inoltre, nelle scorse ore, lo stesso giocatore ha voluto chiarire la sua situazione tra lui e l’Olimpia Milano, specificando che negli ultimi anni non ha mai ricevuto una reale proposta da parte del club milanese.
“Per tornare in un posto bisogna essere voluti, non è che io mi alzo la mattina, chiamo e dico “oh ragazzi son pronto per tornare, mi volete”, non funziona così. Negli ultimi 2-3 anni io e il mio entourage abbiamo ricevuto chiamate da squadre italiane e squadre di Euroleague”, ha precisato Gallinari.
“Da Milano, però, non ho mai ricevuto nessuna chiamata”, ha proseguito il giocatore. “Per tornare bisogna essere in 2 e a 37 anni non è facile tornare in Europa, sia per motivi sportivi che extra campo”.
Le dichiarazioni di Gallinari hanno immediatamente scatenato le reazioni social, sia dei tifosi dell’Olimpia che di quelli delle altre squadre.
In molti si chiedono come sia possibile che l’Olimpia non abbia mai fatto neanche una chiamata ad un giocatore del calibro di Gallinari per chiedergli se fosse disponibile ad un ritorno in Italia.
Ma è davvero così sorprendente che, ad oggi, un ritorno di Gallinari a Milano si faccia sempre più improbabile? Se ci si ferma a guardare con un po’ più di attenzione i fatti, in realtà no.
Il lato giocatore
Partiamo da un presupposto: Gallinari non moriva esattamente dalla voglia di tornare in Europa.
Questo lo ha sottolineato lo stesso giocatore diverse volte. Il focus del Gallo è sempre stato quello di rimanere nella NBA il più a lungo possibile. La voglia, infatti, era quella di riuscire a vincere il tanto agognato titolo NBA.
Se magari Gallinari ci fosse già riuscito, un suo ritorno in Europa sarebbe stato più fattibile, ma visto che ciò non è successo, il giocatore ha legittimamente deciso di continuare a rimanere negli Stati Uniti per inseguire il suo sogno.
La sliding door più grossa, con ogni probabilità, è stata quella legata alla sua firma con i Boston Celtics nel 2022.
Lì, Gallinari avrebbe avuto davvero la chance di competere per il titolo e giocare un ruolo utile alla causa in uscita dalla panchina ma il giocatore italiano si ruppe il crociato poco prima degli Europei con la nazionale italiana e fu costretto a saltare tutta la stagione, per poi essere ceduto agli Wizards durante la offseason 2023.
Se quell’infortunio non fosse mai avvenuto, ora forse staremmo parlando di una situazione diversa.
La realtà, però, adesso è che il giocatore ha pochissime chances di ritornare in Europa. Se anche decidesse di continuare per un’altra stagione, è probabile che darà ancora una volta la priorità alla NBA e alla possibilità di tenere la sua famiglia negli Stati Uniti.
Anche l’aspetto familiare, infatti, non è da sottovalutare. Gallinari e la sua famiglia sono stanziati negli Stati Uniti ormai da anni e negli ultimi tempi si sono stabiliti a Miami.
Proprio la presenza a Miami della famiglia ha portato Gallinari alla scelta di giocare a Porto Rico, una trasferta piuttosto comoda dalla Florida per lui e la moglie, che è attualmente incinta e in attesa del secondo figlio.
Il lato club
Come diceva Gallinari nelle sue recenti dichiarazioni, per fare un matrimonio bisogna essere in due. L’ex giocatore dell’Olimpia ha dichiarato che negli ultimi anni non ha mai avuto contatti concreti con la società milanese e che quindi un suo ritorno è improbabile.
Fonti vicine al club hanno riferito a Backdoor Podcast che, in realtà, qualche contatto tra l’entourage del giocatore e la proprietà del club milanese c’è stata, specialmente nell’estate del 2024.
I vertici del club milanese, però, in quella circostanza avevano fatto capire chiaramente che la decisione finale sarebbe comunque spettata ad Ettore Messina, coach e presidente delle operazioni sportive del club.
E proprio nel rapporto tra Messina e Gallinari c’è un altro degli aspetti che dovrebbe rendere ancora più evidente come un ritorno del Gallo a Milano, ad oggi, sembra così irrealistico.
Ettore Messina è un capo, lo è sempre stato. E’ un allenatore con un peso e una personalità non di secondo piano e per questo motivo l’Olimpia Milano, qualche anno fa, ha deciso di affidarsi a lui, mettendogli sostanzialmente in mano le chiavi del club, affidandogli il doppio ruolo di allenatore e presidente delle operazioni sportive.
Un allenatore di questo peso non sempre si sposa bene con un giocatore “ingombrante” come Gallinari, nonostante l’età che avanza. Questo è a maggior ragione vero quando i due hanno già avuto dei momenti in cui il loro rapporto è andato decisamente a sud.
Ricordate il 2017? Ettore Messina era l’allenatore della nazionale italiana in quel periodo e gli azzurri si stavano preparando per Eurobasket con la speranza di poter arrivare il più in fondo possibile alla competizione.
Danilo Gallinari, allora 29enne, era uno dei leader gruppo e Messina si aspettava moltissimo dalla sua presenza. Gallinari, però, durante un’amichevole di preparazione con l’Olanda, perse le staffe per un contatto troppo duro con un giocatore olandese, rispondendo con un cazzotto in faccia.
Quel pugno gli costò Eurobasket, visto che Gallinari si fratturò la mano e fu impossibilitato a partecipare al torneo, lasciando gli azzurri senza una presenza chiave.
Le parole di Ettore Messina in quella circostanza furono lapidarie: “Un gesto che non mi spiego, inaccettabile”, dichiarò l’allora head coach della nazionale a Repubblica.
“Un esempio di giustizia fai da te che mi repelle nella società, figuriamoci nello sport. Ha chiesto scusa, era mortificato ma io non avevo molta voglia di parlargli. E’ difficile spiegare ad un uomo di 30 anni concetti come lealtà e responsabilità”.
Mi soffermerei soprattutto sull’ultima parte delle dichiarazioni di Messina, quel “è difficile spiegare ad un uomo di 30 anni concetti come lealtà e responsabilità”.
Sono parole pesantissime, assolutamente giustificate dal comportamento irresponsabile di Gallinari, che ha tradito la sua fiducia e ha lasciato i compagni nel momento del bisogno per dare sfogo ad una banalissima reazione.
Nonostante siano passati degli anni, il rapporto tra Messina e Gallinari, dopo quell’episodio, non è stato più lo stesso.
Ed è difficile immaginare un uomo come Messina, sempre pronto a mettere i suoi principi davanti a tutto, concedere una “seconda opportunità” al Gallo, specialmente a questo punto della sua carriera.
Non dimentichiamoci che una delle prime mosse di Messina appena arrivato a Milano fu quella di mettere alla porta Mike James, uno dei giocatori più talentuosi che si siano mai visti su un campo di EuroLeague, ancora sotto contratto con il club milanese, semplicemente perchè non riteneva che il giocatore americano si sarebbe adeguato agli standard compartamentali che il coach richiedeva.
C’è quindi da essere davvero sorpresi per un matrimonio che, con ogni probabilità, non si realizzerà? No, perchè questo era un matrimonio che per timing, motivazioni e “ingombro” non ha mai avuto granchè ragione di concretizzarsi, con buona pace di quelli che ci speravano ancora.
