DIFESA
- “Se si tenesse la single coverage di Polonara o Ricci col 4 avversario e Melli col pariruolo si andrebbe sotto con entrambi, mentre così si subisce chiaramente in solo uno dei due casi e si tampona nel secondo“: Pozzecco pare aver letto il GamePlan di Angola-Italia, visto l’accoppiamento di Polonara con KAT e quello di Melli con Delgado… Scherzi a parte, la possibilità di eseguire una drop contenitiva in ogni Pick&Roll che non coinvolga Towns permette di non aprire spazi clamorosi ai dominicani sul perimetro e costringere gli handler caraibici a passaggi difficili nell’area congestionata dal lungo azzurro in aiuto.
- L’inizio nella marcatura a uomo sul perimetro è fiducioso: prima Tonut su Quiñones, poi Spissu su Feliz generano palle perse e rientri complicati per la difesa dominicana. Dall’1vs1 degli esterni e dalla qualità degli stunt da lato forte passa molto, se non tutto, della tenuta difensiva dell’Italia.
- Passar dietro su ogni singolo blocco sulle guardie di coach García e aiutare con due scivolamenti e non solo uno con l’esterno da lato forte è una scelta rischiosa, una scommessa che può pagare e fartela pagare a seconda della serata al tiro dell’avversario.
Andres Feliz IMPARABLE ??? pic.twitter.com/c1mrvTX4iY
— Selección de Baloncesto de la República Dominicana (@RDBSeleccion) August 27, 2023
- L’obiettivo dell’Italia è togliere ritmo a tutti coloro che non si chiamino Karl-Anthony Towns, confidando sul fatto che non sarà certo il lungo di Minnesota a farlo: il cambio totale degli Azzurri su tutti i blocchi negli ultimi 8″ dell’azione è da valutarsi in quest’ottica. Se si continua a estremizzare lo stunt anche su tiratori in ritmo, tuttavia, qualsiasi filosofia si rivela un principio funzionante solo in teoria.
- La via al ferro per KAT vuole sempre essere negata: si manda il corpo del secondo più lungo in campo per avere la dimensione del più lungo e le braccia degli esterni solo in un secondo momento, dove l’eventuale riapertura è assai più problematica. Se gli aiuti arrivano coi tempi e la concentrazione giusti, l’altezza del palleggio e la disabitudine al regolamento dei passi in partenza di KAT mandano in confusione l’attacco dominicano. Se l’aiuto è molle e timido, come nel caso del 2+1 di Towns sul contatto con Datome, allora sono dolori.
- Spissu-Feliz parte 2, Tonut-Montero e Spagnolo-Liz sono i tre singoli possessi dove la tensione azzurra si percepisce di più nella metà campo difensiva: se non si è disposti a fare fatica mentale e fisica nel tenere più di un palleggio, a maggior ragione quando Melli è in panchina per problemi di falli, tanto vale sperare in un buon risultato.
- Prima Polonara e solo in un secondo momento Ricci su Delgado: senza l’ancora difensiva italiana, la gestione dei lunghi dominicani è da aggiustare secondo la necessità di mantenere la massima aggressività sul perimetro.
- Sul 50-62, a posteriori con colpevole ritardo, Casalone chiama la zona 2-3: la circolazione di palla della Repubblica Dominicana è totalmente assente, ma la fiducia e l’incoscienza positiva trasmessa da García alla sua squadra rendono qualsiasi tipo di marcatura vana. Su ogni blocco portato da KAT, quando il lungo dei T’Wolves è in campo, l’uomo più vicino segue in single coverage il palleggiatore sul perimetro, rallentando ulteriormente la circolazione dominicana, alla quale è però sufficiente rompere la prima linea di penetrazione per godere degli aiuti estremi dell’Italia e mettere punti al tabellone dall’angolo.
