In terra sarda la Germani Brescia cade all’overtime contro Sassari, al termine di una partita che lascia l’amaro in bocca per una grande occasione sfumata all’ultimo respiro. Nonostante un roster ridotto all’osso, con assenze pesanti e diversi giocatori non al meglio, i biancoblu sono arrivati a un passo dal colpo esterno, arrendendosi solo nei possessi finali.
Coach Matteo Cotelli, come riportato da Alberto Banzola su Bresciaoggi, sottolinea soprattutto l’atteggiamento del gruppo: alla quinta sirena in pochi giorni prevale l’orgoglio più che la delusione. «Alla squadra non ho niente da rimproverare, i giocatori hanno dato tutto quello che avevano in totale emergenza», è il messaggio del tecnico, che riconosce lo sforzo enorme profuso da chi è sceso in campo.
Brescia ha affrontato Sassari con rotazioni ridotte “all’osso”, pagando assenze e condizioni fisiche precarie ma restando competitiva fino all’ultimo possesso. Senza 2/5 del quintetto – Della Valle e Ndour – e con altri elementi influenzati o limitati da problemi muscolari, la Germani ha scelto quintetti atipici e spremuto ogni energia residua pur di restare aggrappata al match.
Sul piano tecnico, Cotelli riconosce qualche limite, soprattutto nelle percentuali al tiro e nei rimbalzi concessi che hanno pesato nell’epilogo. Nonostante diverse conclusioni costruite bene e arrivate nei piedi giusti, la squadra non è riuscita a trovare il guizzo decisivo per portarla a casa entro i 40 minuti.
«Abbiamo provato tutto quello che si poteva fare», è la sintesi del coach, diviso tra orgoglio e rammarico per una vittoria sfuggita davvero di un soffio. Cotelli sottolinea come l’atteggiamento, la mentalità e la disponibilità a sacrificarsi non siano mai venuti meno, ma ammette che proprio per questo il sapore del ko sia ancora più amaro.





