In questo momento indossa una maglietta col nome “Coach” cucito sul petto, e ha chiesto scusa per essersi appropriato di un ruolo che non gli appartiene più, nemmeno qui all’adidas Eurocamp. Per chi allenatore è per davvero, qui a Treviso, cosa è richiesto? Si tratta comunque di squadre assemblate al momento, fatte per mettere in vetrina i talenti: i coach devono rimanere in secondo piano ma, al contempo, esprimere la stessa presa e carisma che hanno in stagione?
In realtà, come sempre, i giocatori sono un elemento fondamentale dello sport. Qui a Treviso, gli allenatori hanno un ruolo ugualmente basilare. In questo camp tutti gli allenatori sono nel mondo NBA: alcuni sono stati anche capo allenatore (Dave Joerger, ndr). Questo è fatto con la logica di dare la possibilità ai ragazzi di essere istruiti e allenati da gente che sa cosa significa essere in NBA – che ogni giorno si rapporta con i giocatori NBA – per dare a questi ragazzi un’infarinatura di quello che potrà essere il futuro di quelli che riusciranno a raggiungere poi il professionismo negli Stati Uniti. Questo secondo me è la cosa essenziale, ed è una cosa che a volte viene sottovalutata nel camp.
Tutti questi allenatori hanno un’esperienza che cercano, in tre giorni brevi ma altrettanto intensi, di veicolare ai ragazzi: chi ha avuto la possibilità di vedere il camp nota la passione con cui gli allenatori lavorano ogni minuto in campo durante gli esercizi o allenando la partita per trasmettere la loro conoscenza. I ragazzi potranno farne uso nel breve periodo con le loro squadre, speriamo anche nel futuro per alcuni di loro a livello NBA.
Presto la seconda parte.