Dimitris Giannakopoulos ha affidato a Instagram la sua replica a Pedro Martinez, dopo le dichiarazioni dell’allenatore di Valencia nei suoi confronti. Il vulcanico proprietario del club greco ha pubblicato due storie sul proprio profilo personale, rispondendo punto per punto alle accuse ricevute e difendendo l’operato della sua squadra.
Nella prima storia, Giannakopoulos si è rivolto direttamente al tecnico con un messaggio che alterna complimenti professionali a dure contestazioni personali:
“Signor Martinez, dopo le sue dichiarazioni sul mio conto, in cui mi ha apostrofato con molti aggettivi, vorrei dirle quanto segue: desidero congratularmi con lei, perché è un grande allenatore e ciò che ha fatto con Valencia è straordinario. Valencia sta diventando un club di punta nel basket e lei è uno dei motivi per cui questo sta accadendo. Ma considerando ciò che ha detto su di me, mi dispiace, ma lei è un bugiardo. Non mi sono mai avvicinato al tavolo degli arbitri, ero dietro la panchina del Panathinaikos ed esprimevo la mia delusione per un fallo non fischiato. E a dire il vero, in queste due partite non credo che Valencia debba parlare di arbitraggio. In bocca al lupo per il resto della serie.”
Giannakopoulos: “Imparate a perdere”
Giannakopoulos non si è fermato qui. In un secondo messaggio ha rincarato la dose, sottolineando come nemmeno gli ufficiali di gara abbiano segnalato episodi a suo carico nel referto di gara, a conferma che, secondo la sua versione, non sarebbe accaduto nulla di irregolare durante il match:
“Come potete vedere, nemmeno gli arbitri segnalano nulla. Perché non è successo niente. L’unica cosa che è successa è che avete perso 2-0 nel vostro palazzetto, dopo una stagione fantastica. Ma se volete diventare una grande squadra e non solo una buona squadra, dovete imparare a perdere. E non cercate di dare la colpa alla squadra che ha vinto.”
Il messaggio è chiaro: il Panathinaikos si è portato sul 2-0 nella serie contro Valencia, vincendo entrambe le partite in trasferta, e Giannakopoulos non intende accettare che il merito sportivo dei suoi giocatori venga messo in discussione da polemiche extra-campo.
