La situazione tra i Golden State Warriors e Kristaps Porzingis si sta facendo sempre più tesa. La franchigia californiana ha deciso di trattenere lo stipendio del lungo lettone, ritenendo che il giocatore non stia adempiendo agli obblighi previsti dal suo contratto. La notizia è stata riportata da Shams Charania e Anthony Slater di ESPN.
La penale applicata per ogni gara non disputata corrisponde a 1/91,6 dello stipendio annuale del giocatore: nel caso di Porzingis, si tratta di circa 218.341 dollari a partita, calcolati sui 20 milioni di dollari previsti per la stagione 2026/27.
Un’assenza prolungata e il possibile ritiro
Il trentunenne non è disponibile a tempo indeterminato per un problema di salute non meglio specificato e, secondo le ricostruzioni giornalistiche, starebbe valutando seriamente l’ipotesi di appendere le scarpe al chiodo. Porzingis ha già perso buona parte delle ultime due annate per questioni mediche non riconducibili a infortuni tradizionali: lo scorso autunno aveva reso pubblica la diagnosi di sindrome da tachicardia ortostatica posturale (POTS). Né il giocatore né la squadra hanno chiarito quale sia l’attuale patologia che gli impedisce di scendere in campo.
Secondo Anthony Slater, la scorsa settimana i Warriors si aspettavano che Porzingis frequentasse con maggiore regolarità le strutture del club durante il periodo di recupero, trascorrendo tempo con compagni e staff medico. Il giornalista aveva sottolineato come la situazione non potesse più essere considerata un’assenza giustificata, evidenziando anche una modifica nella dicitura riportata nei bollettini infortuni. Stando a quanto emerso, il centro non si presenta al centro sportivo della squadra dai primi di ottobre.
Scenari di mercato e il precedente Simmons
Golden State sta lavorando attivamente per trovare una destinazione tramite scambio. La trattenuta sullo stipendio non pregiudica la possibilità di cedere il giocatore, e al momento la franchigia non intende rescindere il contratto. Porzingis ha firmato in estate un accordo biennale da 40 milioni di dollari: la seconda stagione prevede un’opzione giocatore da 20 milioni, garantita solo parzialmente per 3 milioni. Di fatto si tratta di un contratto in scadenza, elemento che potrebbe facilitare un’operazione entro la trade deadline di febbraio. Avendo sottoscritto un’estensione e non un contratto da free agent, il lettone è già scambiabile senza dover attendere il 15 dicembre.
Secondo Jake Fischer di The Stein Line, tre fonti della lega ritengono che Porzingis avrebbe un forte interesse a raggiungere un accordo di rescissione consensuale.
Il regolamento NBA consente a una squadra di sospendere i pagamenti in caso di mancata prestazione dei servizi, ma il giocatore può contestare la decisione attraverso la Players Association. Un precedente significativo riguarda Ben Simmons: nella stagione 2021/22 i Philadelphia 76ers adottarono una misura analoga nei suoi confronti, trattenendo quasi 20 milioni di dollari. Simmons presentò un reclamo formale e le parti raggiunsero successivamente un accordo transattivo che gli permise di recuperare una parte della somma. Porzingis, al momento, non ha ancora intrapreso alcuna azione per contestare le trattenute.
Sul parquet, intanto, i Warriors si stanno arrangiando nel reparto lunghi con Al Horford, Charles Bassey, Draymond Green e Graham Ike. Dopo un avvio con tre sconfitte consecutive, la squadra ha inanellato cinque vittorie di fila.







