Daniel Hackett veste i gradi di capitano, dopo l’addio di Pajola, e lo fa col piglio del condottiero che vuole «dare l’esempio», partendo dal «lavoro sodo» e dalla presenza umana accanto ai tanti giovani debuttanti nella Virtus che sta nascendo, come ha dichiarato Dany Boy a il Corriere dello Sport:
«Sarò presente sia con la voce che con i fatti per questo gruppo, che ne avrà bisogno. È un gruppo che si sta conoscendo e ha un’età media sotto i 25 anni. Il tempo per conoscerci e trovare l’intesa è veramente stretto. La stagione sarà lunga e piena di difficoltà, ma vogliamo dire la nostra.»
Sull’impronta tattica del nuovo allenatore Alex Mumbrú, il Hackett evidenzia la rottura con il passato:
«Si corre tanto, stiamo cercando di imparare il sistema di coach Mumbrú che si basa molto sulla corsa. Sarà un gioco molto diverso dal passato, ma speriamo di avere una qualità che ci permetta di essere competitivi sia in campionato che in Eurolega. Finché potrò dare qualità andrò avanti, vediamo come va quest’anno.»
Hackett parla dell livello del campionato e la spietatezza dell’Eurolega
Guardando alle rivali in Serie A, Hackett prevede un torneo molto livellato e complesso:
«Sarà un campionato difficile come abbiamo visto l’anno scorso dove abbiamo bucato la finale dopo anni consecutivi in cui ci giocavamo lo scudetto. Abbiamo trovato una Venezia molto preparata, molto tosta, molto difficile da battere e Tortona è in crescita da anni. Le due Roma avranno molti occhi addosso perché sono squadre costruite con giocatori giovani che possono sorprendere. Napoli mi sembra un progetto interessante, poi rimane Milano, ci siamo noi.»
Con 372 presenze personali in Eurolega contro le 161 totali di tutti i suoi compagni messi insieme, il neo capitano sa bene quale dovrà essere il suo ruolo d’insegnante per i rookie:
«Ai rookie cercherò di spiegare innanzitutto che l’Eurolega è abbastanza spietata, nel senso che le cose comode che senti di poter fare in allenamento o magari che ti vengono concesse in campionato, in questa competizione ti vengono tolte. Dovremo lavorare molto sui punti deboli, avere uno spirito di adattamento rapido e una memoria molto corta. Dobbiamo voltare pagina e andare avanti, questo penso sia la cosa che posso dare della mia esperienza a questi giovani.»
