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Hapoel – Olimpia, la totalità di Bryant: il gameplan

L’Olimpia Milano riprende il suo percorso in Eurolega, cadendo sotto i colpi dell’Hapoel Tel Aviv. Un grande prestazione di Bryant condanna i biancorossi alla sconfitta per 92-86. Come da consuetudine, abbiamo analizzato alcune chiavi della sfida valida per il ventinovesimo turno di Eurolega.

Eliija Bryant

Inevitabilmente si deve partire dalla prestazione di Elijah Bryant per analizzare la vittoria dell’Hapoel Tel Aviv. In una sfida molto tirata, fatta di parziali e momenti di svolta, i suoi 25 punti, 8 assist e 5 rimbalzi hanno fatto la differenza.

Andando ancora più nello specifico, notiamo come la sua prestazione offensiva sia stata totale, riuscendo a punire sempre la difesa dell’Olimpia in vari modi, a partire dal pick and roll.

  • La prima situazione è già una dichiarazione di intenti. L’Hapoel costruisce poco, non avendo iniziato nulla a 12’’ dalla fine del possesso. Wainright scarica in emergenza su Bryant, marcato da Bolmaro. Oturu forza il cambio, Nebo rimane indietro un secondo di troppo e l’ex Efes punisce.
  • La seconda situazione mostra come la sua pericolosità abbia generato attacco per i compagni, nello specifico per Wainright. Sul primo pick and roll Milano reagisce bene con Shields che passa sul blocco ed Ellis che aiuta. Sulla riapertura non si genera nulla e si torna da Bryant. Blocco alle spalle di Shields per dargli la possibilità di prendere velocità, cambio di Nebo, LeDay deve ruotare per togliere la rollata a Oturu e Wainright riceve con spazio e possibilità di attaccare.
  • Nella terza clip spinge subito la transizione, anche se non ha un chiaro vantaggio, complice il buon rientro di Milano. Pick and roll con Odiase: Guduric rimane sul blocco e Dunston è costretto a cambiare, lettura del mismatch e and one dell’Hapoel.
  • In seconda battuta, il suo show offensivo è passato dalla capacità di attaccare i cambi difensivi e, quando l’Olimpia ha provato questa soluzione per essere più aggressiva, ha fatto ulteriormente male alla difesa milanese.

 

  • Dalla prima clip notiamo come Milano scelga di fare show e recupero sul primo blocco e cambio sul secondo, “invogliando” lo stesso Bryant a esplorare questa situazione e cercare lo switch contro LeDay. Il giocatore texano fa un ottimo lavoro negli scivolamenti, ma si lascia battere un po’ troppo facilmente, concedendo un comodo tiro dalla media.
  • Nella seconda clip notiamo come l’Hapoel giochi una serie di consegnati, dopo il pick and roll centrale, per permettere a Bryant di scegliersi l’accoppiamento, individuando Dunston come uomo da attaccare. Fronteggia il lungo milanese, serie di esitazioni e colpisce nel momento in cui Dunston è inevitabilmente sbilanciato per appoggiare.
  • Nella terza clip, situazione di pick and roll: prima Milano cambia mandando Ellis, poi accetta nuovamente il cambio, mandando LeDay sulle piste del giocatore americano. Partenza, arresto, step-back e tripla, nonostante la più che competente difesa di LeDay.

Questi sono piccoli esempi della grande prestazione offensiva di Bryant nel corso della partita.


Pick and roll

Milano, dopo un avvio difficile, torna in partita grazie a una ritrovata efficacia sul pick and roll, come dimostrano gli 1,913 punti per possesso generati da questa situazione. Come vedremo successivamente nelle clip, la squadra israeliana ha messo in campo una grande aggressività sulla palla, ma ha spesso sofferto quando la palla è uscita dal pick and roll. Finché l’Olimpia ha avuto la pazienza e le energie per muovere il pallone, la partita è rimasta in equilibrio.

  • La prima clip mostra una prima chiave tattica con Bolmaro, marcato da Micic. Finta di blocco di Shields per muovere la difesa: Bolmaro prova ad andare a destra ma Micic reagisce. Sale Nebo per il pick and roll e Oturu esegue una difesa di edge per permettere a Micic di recuperare, ma la rotazione è lenta e l’argentino prende velocità per chiudere al centro dell’area.
  • La seconda clip mostra una delle migliori azioni dell’Olimpia di tutta la partita. Guduric riceve un consegnato da Ricci, che poi si apre in guardia, permettendo al giocatore serbo di giocare un pick and roll con Dunston. L’Hapoel ha la chiara idea di togliere la mano sinistra al giocatore dell’Olimpia. Wainright si prepara per la difesa di edge, ma Guduric legge e anticipa il passaggio d’uscita, cogliendo di sorpresa Motley che rimane dentro. Extra-pass e tripla di Brooks.
  • La terza clip mostra un’altra azione corale con Ellis che gioca un pick and roll con Nebo, attaccando il centro. Oturu rimane in drop (scelta corretta) e Wainright si stacca per togliere la corsia di penetrazione, prima di uscire forte sullo scarico per LeDay. Milano continua a muovere il pallone e gioca un pick and roll secondario ad angolo vuoto tra Shields e LeDay. Difesa ICE sul lato, punita benissimo dall’Olimpia grazie a LeDay che ruota in angolo per un tiro aperto.

Piccoli esempi di come Milano, in certi frangenti della partita, abbia letto molto bene la difesa dell’Hapoel, riuscendo ad avere un flusso offensivo costante. Flusso scomparso nel finale, sicuramente per una maggiore efficacia della difesa israeliana, sia per un inevitabile calo fisico.


Transizione

Potremmo ridurre la partita a un primo quarto in cui, ancora una volta, la difesa di Milano ha impiegato un po’ di tempo per entrare in partita, concedendo ben 29 punti nei primi dieci minuti. In questo caso, oltre alle ormai croniche difficoltà difensive, l’Hapoel ha potuto giovare di tanti palloni regalati che hanno generato transizioni. Nei primi venti minuti di gioco, l’Olimpia ha concesso otto transizioni, che hanno prodotto 1,750 punti per possesso: praticamente un canestro subito per ogni transizione concessa.

Come possiamo notare dal video, i primi minuti della sfida sono costellati di palle perse banali, dovute sì a una difesa che ha messo molta pressione sulla palla, ma anche a brutti passaggi. Inoltre, si sono aggiunti errori nei tentativi di allungare la difesa a tutto campo. Piccoli dettagli che hanno generato il parziale iniziale e costretto gli uomini di Poeta a una gara di rincorsa.

 

 

 

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