L’Eurolega avrebbe inflitto all’Hapoel Tel Aviv due sanzioni economiche per un totale di 5 milioni di euro, secondo quanto riportato da Efrat Amoraban di YNET.
La prima multa, emessa circa due settimane fa, sarebbe legata a una violazione del Financial Fair Play: gli investimenti del proprietario Ofer Yannay avrebbero superato i livelli consentiti rispetto ai ricavi del club. La seconda sanzione riguarda invece il superamento del tetto salariale per i giocatori, probabilmente conseguenza di un roster particolarmente ampio e costoso. Secondo una ricerca finanziaria di Donatas Urbonas sui budget salariali delle squadre di Eurolega, l’Hapoel si colloca al terzo posto per monte ingaggi, con una spesa stimata tra i 19,5 e i 20 milioni di euro e punta in grande anche per la prossima stagione.
Il club israeliano spera di trovare un accordo con l’Eurolega e di ottenere una certa clemenza, anche alla luce della situazione di guerra in corso. In una dichiarazione rilasciata a YNET, la società ha spiegato la propria posizione:
«Di tanto in tanto, la direzione dell’Eurolega chiede a tutte le squadre, incluso l’Hapoel Tel Aviv, di presentare dati finanziari in linea con i requisiti regolamentari. Le cifre in esame si basano su vari modelli e criteri che non tengono pienamente conto delle circostanze eccezionali attualmente in vigore, in particolare dello stato di guerra.»
«Il club sta lavorando a stretto contatto con i dipartimenti finanziari dell’Eurolega, mantenendo un dialogo continuo e professionale. I rapporti con la direzione dell’Eurolega rimangono eccellenti e tutto il lavoro viene svolto in modo trasparente e collaborativo.»
Sul campo, l’Hapoel sta attraversando un momento delicato in Eurolega, cercando di difendere una posizione playoff con un record di 20 vittorie e 13 sconfitte. La squadra ha inoltre recentemente trasferito le proprie partite casalinghe a Sofia, in Bulgaria, a causa del conflitto in Medio Oriente.





