Per decenni, il fattore campo è stato considerato un vantaggio cruciale nei playoff NBA. Le squadre si sono battute durante la regular season per ottenere il miglior piazzamento possibile, garantendosi così il diritto di giocare le partite decisive davanti al proprio pubblico. Ma oggi, questo vantaggio sembra svanire.
Un’inversione di tendenza clamorosa
La stagione dei playoff NBA 2025 ha portato sorprese a non finire. I Cleveland Cavaliers hanno perso in casa Gara 1 e 2 contro gli Indiana Pacers. Poco dopo, i Boston Celtics sono stati sconfitti dai New York Knicks in entrambe le partite. Lo stesso destino è toccato agli Oklahoma City Thunder, superati dai Denver Nuggets in gara 1, e ai Minnesota Timberwolves, sconfitti dai Golden State Warriors.
Quattro delle squadre meglio classificate hanno perso la (le) partita inaugurale davanti al proprio pubblico, un fatto che sembrava impensabile fino a pochi anni fa. Ma questa non è solo un’anomalia: è parte di un trend. Quest’anno, le squadre di casa hanno un record di 26-24 nei playoff, il peggior bilancio dal 1981 (escludendo la stagione del “bubble” 2020).
Il declino dell’home court advantage
Storicamente, le squadre di casa hanno vinto almeno il 60% delle partite di playoff in 56 delle prime 78 stagioni NBA. Ma questo trend si è interrotto. Dal 2018, le squadre di casa non hanno mai superato questa soglia del 60%.
Anche nelle Gare 7, tradizionalmente dominate dalle squadre di casa, il vantaggio sembra scomparso. Negli ultimi anni, le squadre di casa hanno un record di 5-10 nelle Gare 7. Un segnale evidente che giocare davanti al proprio pubblico non è più la garanzia di successo di un tempo.
Secondo molti allenatori, tra cui Steve Kerr dei Golden State Warriors, il motivo principale è legato alla crescente importanza del tiro da tre punti. In passato, le partite erano decise da gioco interno, difesa fisica e controllo del ritmo. Ma oggi, con il dominio del tiro da tre, una squadra in trasferta può improvvisamente “scaldarsi” e ribaltare qualsiasi vantaggio casalingo.
“Non so se il vantaggio del fattore campo sia ancora così importante,” ha dichiarato Kerr. “Con il tiro da tre, tutto può cambiare rapidamente.”
I numeri parlano chiaro
Le statistiche confermano questa teoria:
Dal 2011 al 2014, le squadre in trasferta hanno vinto il 46,2% delle partite in cui hanno realizzato almeno un tiro da tre in più rispetto agli avversari.
Dal 2016 al 2019, questa percentuale è salita al 55%.
Dal 2022, le squadre in trasferta che hanno segnato almeno una tripla in più rispetto alle squadre di casa hanno vinto nel 60,9% dei casi.
Questo significa che il tiro da tre è diventato l’arma decisiva per le squadre in trasferta, che possono neutralizzare l’effetto del pubblico avversario.
Le prospettive per il futuro
Se il vantaggio del fattore campo sta davvero svanendo, questo potrebbe rivoluzionare il modo in cui le squadre affrontano la regular season e i playoff. I team dovranno puntare su roster profondi e giocatori capaci di mantenere freddezza e precisione anche nelle partite in trasferta.
In questa stagione, i playoff NBA ci stanno mostrando una nuova realtà: il vantaggio del fattore campo potrebbe essere ormai un mito del passato.





