Il ritorno di Marco Spissu a Sassari, questa volta da avversario con la canotta rossa del Casademont Saragozza, si è trasformato in una vera festa di popolo al PalaSerradimigni, dove il play sassarese ha dimostrato ancora una volta di giocare “in qualche modo sempre in casa”, come raccontato da La Nuova Sardegna.
Il quotidiano racconta che sugli spalti c’erano babbo Francesco, due dei tre fratelli schierati dietro la panchina, altri parenti e tanti amici sparsi in tutti i settori del palazzetto, a testimonianza di un legame mai interrotto con la sua città. Il popolo biancoblù non ha dimenticato Spissu e lo ha accolto con applausi e cori fin dal prepartita, trasformando una sfida da dentro-fuori per il Banco in un lungo abbraccio al suo ex play.
Spissu ha chiuso con un solo canestro, una tripla segnata nel finale, ma con tante giocate di livello e sei assist per i compagni, risultando comunque determinante nella vittoria del Casademont Saragozza. Pur senza mettere la firma offensiva sul match, il classe 1995 ha guidato una squadra iberica che punta a qualificarsi alle fasi successive e a confermare le proprie ambizioni europee.
Dopo la sirena è iniziato un vero e proprio bagno di folla: prima il giro di campo reclamato a gran voce dal pubblico, poi una lunghissima trafila tra abbracci, foto, autografi e regali, con protagonisti anche i “suoi” ragazzi che in estate frequentano il Marco Spissu Basketball Camp. “Un’accoglienza bellissima”, ha detto il play, ringraziando tutti al termine di una gara che, nonostante il punteggio, è stata “parecchio complicata”.
L’accoglienza del PalaSerradimigni conferma quanto Spissu resti un giocatore centrale nella memoria dei tifosi sassaresi, che lo considerano ancora un simbolo della propria identità cestistica. Anche con una maglia diversa, il feeling tra “Marcolino” e la sua gente resta fortissimo e alimenta la sensazione che ogni suo ritorno a Sassari sia destinato a trasformarsi in una festa collettiva.





