HomeNBAIl segreto di LeBron James? Un uomo di nome Mike Mancias

Il segreto di LeBron James? Un uomo di nome Mike Mancias

Alla sua ventunesima stagione in NBA, dopo aver compiuto da pochi giorni 40 anni, Lebron James è ancora uno degli atleti migliori al mondo. Certamente da un lato le sue prestazioni in campo hanno visto un naturale declino, ma dall’altro il re di Akron ha dimostrato di poter fare ancora la differenza alla soglia del miliardo di minuti giocati nella Lega. Oltre al talento e a una dote naturale non comunque a tutti gli esseri umani, quali sono i segreti del più grande giocatore di basket del ventunesimo secolo? Uno di questi risponde al nome di Mike Mancias.

Nel corso delle sua carriera, LeBron James non ha mai nascosto di dedicare la gran parte del suo tempo (nonché una bella somma di denaro) alla cura del suo fisico. Ebbene, Mike Mancias è componente fondamentale di questa parte di preparazione. Molto preparatori atletici di giocatori famosi sono diventati celebri anch’essi nel corso degli anni, basti pensare a Tim Grover per Michael Jordan e Kobe Bryant. La sensazione è che anche Mancias entrerà a fare parte di questa categoria speciale, avendo contribuito alla creazione di quella che rimarrà scolpita nella storia come una delle migliori carriere cestistiche di sempre.

Mancias iniziò come tirocinante ai Cavaliers nel 2003, entrando a fare parte dello staff di Cleveland per la Summer League di quell’anno. Lì incontrò LeBron, che da quell’anno scelse di non separarsene più. Così Mancias ha seguito James in tutti i suoi step della sua carriera fino ai Lakers, passando da Miami e dalla seconda avventura ai Cavs. Come se non bastasse, Mike era presente anche alle tre storiche edizioni olimpiche a cui il Re ha partecipato nel 2008, 2012 e 2024.

Sentire le parole di Mancias sul suo primo incontro con LeBron James oggi può risultare quasi straniante, ma fa capire quanto la percezione popolare relativa al agazzino di Akron sia cambiata nel corso del tempo.

“Non sapevo neppure chi fosse. Avevo sentito qualcosa riguardo a un ragazzino capace di finire sulla copertina di ‘Sports Illustrated’, ma se mi avessero chiesto il suo nome non avrei saputo cosa rispondere.”

Volendo lavorare nel mondo dello sport professionistico, Mancias nel 2003 mandò il suo curriculum a una serie di franchigie NBA. Tra queste a sceglierlo fu proprio Cleveland, e lì Mike venne a conoscenza che avrebbe lavorato insieme alla prima scelta assoluta del draft. Una sera di quell’anno, poi, LeBron lo invitò a casa per una sessione di stretching privato. Da quel momento il loro rapporto è continuato indissolubile negli anni.

“Non ce l’avrei mai fatta a giocare nella lega per 20 anni senza di lui. Impossibile farlo a questo livello senza il suo lavoro. Il lavoro di Mike è essenziale: per il mio gioco, per le mie performance, per tutto quello che faccio, anche dal punto di vista mentale. Senza di lui avrei potuto giocare dai 7 ai 12 anni, ma 20? Neanche per idea.”

Il segreto di Mancias, non a caso, sta nel programmare una preparazione che sia totale e non solamente dedicata al fisico. Il suo credo, infatti, si basa su tre pilastri principali. Il primo di questi è la mindfulness, raggiungere una mente sana attraverso meditazione e yoga. Il secondo è less is more: LeBron dedica sì tanto tempo alla palestra, ma senza caricare mai eccessivamente il suo corpo. La priorità è l’efficienza rispetto al volume, andando a privilegiare più il core che la massa in sé per sé. Infine, ovviamente, arriva la pianificazione: senza un progetto a lungo termine e che possa garantire longevità e efficacia sul lungo periodo, oggi LeBron James non sarebbe lo stesso.

Questi, quindi, sono i segreti del “metodo Mancias“. Un tipo di preparazione che è risultato fondamentale nell’aiutare LeBron James ad arrivare dove è oggi, facendo sì che anche noi appassionati possiamo continuare a goderci le sue gesta sul campo. Ovviamente non tutto quanto si riduce a questo, ma senza Mancias il Re di Akron oggi forse non calcherebbe più i parquet dell’NBA.

 

 

 

 

 

 

Marco Marini
Marco Marini
Marchigiano fuori sede, studio Relazioni Internazionali e nel frattempo mi diletto a scrivere della mia più grande passione: il basket.

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