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Home EuroLeague

Infortuni: preparatori sempre capri espiatori, è giusto?

Simone Mazzola by Simone Mazzola
5 Mar 2024
in EuroLeague
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Olimpia Milano

Foto di Savino Paolella

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Un tema molto importante in stagioni così lunghe ed estenuanti è quello degli infortuni, di come, quando e quanto i giocatori si devono assentare dal campo per curare il proprio corpo. Ci sono più tipi d’infortuni, ma quelli che fanno scoppiare maggiormente le ire dei tifosi sono quelli muscolari e quando si susseguono all’interno di una squadra, improvvisamente esce un nome generalmente sopito: il preparatore atletico. Lui diventa automaticamente il capro espiatorio. Con Marco De Benedetto ne abbiamo parlato e abbiamo parlato anche un pò di questa ingiustizia.

Quanto è veramente influente e quanto possiamo pensare di dire che il preparatore vada licenziato perché ci sono stati cinque infortuni muscolari? Quanto il singolo può prevenire questi infortuni?

Vorrei fare un pochino di chiarezza perché si sente troppo spesso, come dici tu, parlare dei preparatori solo quando qualcuno si fa male all’adduttore ed è un po’ riduttivo. Intanto c’è da dire che ci sono, per quanto riguarda i giocatori, fisici diversi, quindi con possibilità diverse, margini diversi di lavoro e di carico. Ci sono soglie del dolore diverse, perché c’è chi la sente in modo particolare appena c’è un acciacco, una botta e chi invece va avanti come un treno, anche per possibilità fisiche diverse, parlo di fibre muscolari e di feeling col dolore, perché ricordiamoci che chi fa sport a livello professionistico non è praticamente mai al 100% fisicamente. Lo sport professionistico logora il fisico e quindi bisogna ricordarselo. E poi c’è la terza componente che, nonostante siano atleti professionisti, non tutti hanno una grande conoscenza del proprio corpo, cioè ci sono giocatori molto bravi a sentirsi ed ascoltarsi e a diagnosticare quello che succede e altri che sono molto meno bravi e hanno bisogno di essere costantemente seguiti, di avere indicazioni, di essere consigliati.

Il coach come lo chef

Ti posso dire che il preparatore col suo staff è quello che prepara gli ingredienti e li mette sul tavolo in modo che tu, allenatore, ovvero lo chef, possa performare, quindi gli ingredienti te li mette sul tavolo al loro meglio ed è quello che prova a fare. Poi c’è anche un lavoro di elaborazione tecnica, tattica sul campo che è parzialmente in controllo dello chef-allenatore, ma a volte c’è l’imprevedibilità che dà la partita stessa o l’allenamento. E’ come quando cucini, ci sono i minuti di cottura e la preparazione può essere fatta bene, fatta male ecc. quindi ci sono delle variabili che determinano gli infortuni. Ovvio che una grande chiave è quando il preparatore e il coach e ormai al giorno d’oggi è quasi sempre così e deve essere così, hanno un grande rapporto tra di loro e un grande grado di fiducia reciproca.

Rapporto coach, preparatori

Mi ricordo anni e anni fa, ai miei inizi, tante volte e mi è capitato di avere allenatori che non si documentavano e non si informavano su quello che faceva il preparatore. Ora bisogna, come sempre, migliorare in tutti gli aspetti, quindi io credo che non sia solo una questione di fiducia ma anche di sapere cosa fa l’altro, quindi l’allenatore non è solo il preparatore che deve sapere cosa succede durante l’allenamento di basket, ma è anche l’opposto. Ovvio che ci sono sempre allenatori che non sono così aperti a considerare il preparatore come uno dei coach, ma io credo che sia l’unica chiave, l’unico modo per poter performare a 360 gradi perché con tutte le partite che ci sono oggi e con i fisici che ci sono oggi, il giocatore deve essere prima di tutto controllore di se stesso ed essere aiutato a essere super dettagliato nella conoscenza del proprio corpo. I preparatori ormai sono talmente informati e preparati che sono dei plus che vanno utilizzati. Quindi la parte di trasformazione sul campo, la parte tattica e tecnica è l’ultima ciliegina. Discorso molto interessante che sono sicuro che gli appassionati che lo hanno ascoltato trarranno veramente tanto e mi fa piacere.

 

 

Tags: infortuni
Simone Mazzola

Simone Mazzola

Simone Mazzola è ideatore e fondatore di Backdoor Podcast. Giornalista pubblicista iscritto all'albo, segue e racconta il basket quotidianamente da oltre vent'anni. Nel corso della sua carriera ha collaborato con redazioni del calibro di FoxSports e del sito italiano NBA. È inoltre autore del libro "American Dream: un infiltrato alle NBA Finals".X: https://x.com/mazzola_simone IG: https://www.instagram.com/datruth84/

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