Sergio Rodriguez è stato uno dei volti dell’Adidas Eurocamp 2025. Abbiamo avuto la possibilità di intervistarlo in esclusiva e toccare diversi temi. Dalla sua permanenza a Milano, la chiusura e i nuovi capitoli con il Real Madrid e tanto altro.
Sei padre di quattro figli. Come riesci a gestire la vita da uomo, da padre, con la carriera da professionista?
Sai, quando sei verso la fine della carriera non è sempre facile gestire tutto.
Perché non si tratta solo allenamenti e partite, ma anche viaggi, preparazione mentale, stare lontano nei momenti cruciali della stagione.
Ma avere una famiglia mi ha aiutato molto a dare valore alle cose e sentirmi sempre come se li stessi proteggendo.
Cosa pensi di questo evento, l’Adidas Euro Camp? Ti riporta a quando eri giovane e volevi diventare un professionista?
Sono venuto qui nel 2003 e ricordo bene le emozioni. Ero super nervoso, era un grande palcoscenico.
Ora cerco di dare ai ragazzi fiducia per affrontare tutto questo nel modo giusto.
E’ il tuo primo anno da ritirato. Come stai gestendo il cambiamento? C’è qualcosa che ti manca della carriera? Qualcosa che avevi dimenticato, tipo la domenica in famiglia?
Ho concluso la mia carriera sapendo che mi aspettava un grande momento che mi avrebbe riportato tante cose che prima non potevo fare: stare con la famiglia, gli amici, viaggiare.
Ora vedo tutto come una nuova sfida da vivere con una prospettiva diversa. E mi sto godendo questa nuova situazione.
Abbiamo intervistato il coach dello sviluppo dell’Olimpia Milano, Giuseppe Mangone, e ci ha parlato dell’aura che tu e Kyle Hines avete lasciato a Milano. Cosa ne pensi?
Devo dire che ho un legame emotivo fortissimo con Milano e con l’Olimpia.
Venivo dalla Russia dopo aver vinto l’Eurolega. Quell’anno è stato davvero speciale: eravamo in una nuova situazione, poi è arrivata la pandemia nel momento peggiore.
Questo ha creato un legame forte. Poi siamo arrivati alle Final Four, abbiamo vinto Coppe e lo Scudetto.
Ho ricordi incredibili di Milano. Mio figlio è nato lì. Non posso che dire cose splendide dell’Olimpia, dell’organizzazione e delle persone che mi hanno circondato.
Hai un bellissimo rapporto con Kyle Hines. Cosa vi ha uniti per così tanto tempo?
Kyle è il tipo di giocatore che, quando lo affronti, vorresti averlo nella tua squadra.
Abbiamo giocato insieme al CSKA e c’è stata subito una grande connessione, dentro e fuori dal campo.
Quando ho firmato per Milano, ero sicuro che si sarebbe integrato perfettamente. Ed è stato così. Ho provato a convincerlo!
Quindi sei stato anche un reclutatore?
(Ride) Sì. È stato un periodo fantastico. Abbiamo vinto in un contesto diverso da quello del CSKA: Coppa, Scudetto, Final Four.
Abbiamo dato tutto, ed è questo che la gente apprezza di più.
Cosa pensi dell’espansione dell’Eurolega a 20 squadre?
Vedremo. Non ho tutte le informazioni, ma penso che più partite saranno una sfida per le squadre.
Già il formato attuale è molto impegnativo. Non so come faremo per mantenere i giocatori nelle condizioni ideali per giocare al meglio.
Vedremo come andrà.
Hai anche un grande legame con Ettore Messina. Cosa vi ha uniti così tanto?
Prima di tutto, in campo: dare tutto quello che avevamo. Lavorare il più possibile per portare il meglio all’Olimpia.
Con buoni e cattivi risultati, ma sempre con il massimo impegno.
Lui continua a essere al massimo livello. Questo sarà un anno importante.
Sono felice per lui e per il club. Siamo molto vicini, dentro e fuori dal campo.





