Ioannis Kastritis si presenta alla vigilia del campionato (stasera l’esordio a Masnago contro la Virtus Bologna) con una squadra ancora non al completo, ma con le idee chiare su dove vuole arrivare. L’allenatore della Pallacanestro Varese ha parlato della preparazione estiva, degli infortuni che hanno condizionato il precampionato — tra cui lo stop di McDowell-White, che salterà l’avvio di stagione — e delle ambizioni di un gruppo costruito per competere su più fronti in un’intervista a La Prealpina.
Il punto di partenza è la consapevolezza di lavorare con un roster nuovo, che ha dovuto assimilare un sistema di gioco da zero. La profondità della rosa è una scelta precisa: ogni ruolo è coperto da tre giocatori, una soluzione pensata per reggere il ritmo di rotazioni che il suo stile richiede e per affrontare due competizioni in parallelo:
«Non sarà un problema ma un vantaggio, preferisco avere l’imbarazzo della scelta rispetto a giocare con soli 6 o 7 giocatori.»
Obiettivi senza asticelle fisse
Kastritis evita di indicare traguardi specifici e preferisce ragionare in termini di rendimento. La sua misura del successo non è il risultato in sé, ma la capacità di esprimere più di quanto la squadra valga sulla carta:
«Non ci basta raggiungere le aspettative, vogliamo superarle costantemente. Se ci riusciremo, anche in funzione di quel che faranno le rivali, potremo competere per il vertice, vincendo tante partite e lottando fino in fondo in ogni competizione.»
Sul campionato, riconosce che le squadre competitive sono nove o dieci, ma che ai playoff ne accederanno otto. Fissare un obiettivo di classifica adesso, dice, significherebbe non rispettare il valore delle avversarie.
La BCL e l’esordio a Murcia
Sul fronte europeo, la Basketball Champions League rappresenta un percorso con un format molto diverso rispetto a Eurolega ed Eurocup: sei partite in due mesi nella prima fase, con poco margine per gli errori. L’esordio è fissato per il 7 ottobre a Murcia, una data che potrebbe arrivare troppo presto per avere il gruppo al completo:
«Dobbiamo evitare errori, giocare in maniera intelligente e cercare di vincere le partite necessarie per qualificarci alla seconda fase, anche se magari all’esordio non saremo ancora al 100 per cento. Ma fare strada in Europa è un obiettivo al quale tutti teniamo molto.»
Kastritis ha già lavorato in club storici come Aris Salonicco, Iraklis e Hapoel Tel Aviv, ma sottolinea come Varese rappresenti qualcosa di diverso: è la prima volta che guida una società che incarna interamente l’identità di una città. Un dettaglio che, nelle sue parole, rende tutto più significativo.




