ATTACCO
Bisogna subito mettere in chiaro che Kamagate è un prospetto di assoluto livello e, tenuta conto la considerazione che ha in NBA, c’è da esserne entusiasti. È necessario sapere innanzitutto cosa sappia fare e cosa no per non rimanere delusi. Stiamo parlando di un 5 atletico, con ottima taglia che viene unita all’altezza e a una struttura muscolare che ne potrebbe determinare futuri successi anche al di là dell’oceano. È dotato di grandissima mobilità e atletismo, ovviamente è quello che a Milano non si vedeva da Tarczewski, con la speranza (e i presupposti) che sia meglio di Tarczewski, ovvero un rim runner, capace di bloccare e volare al ferro per schiacciare. Nei dati che abbiamo a disposizione tramite Synergy Sports, si nota che produce 1.45 PPP quando riceve rollando verso canestro e 1.44 quando taglia e riceve in movimento arrivando nei pressi del ferro.
Non parliamo però solo di un giocatore verticale, ma anche di uno che è in grado di correre benissimo il campo e soprattutto di farlo sui 28 metri con una chiusura al ferro o in rimorchio. In quest’ultima situazione è meno efficace rispetto a quando “arriva tra i primi” mostrando un 1.15 punti per possesso sempre da Synergy.
Ora veniamo a cosa non fa. Non c’è da aspettarsi di consegnargli la palla in post basso e pensare che possa creare in autonomia generandosi un tiro a livello di Eurolega. Perlomeno non ancora. Sta lavorando su qualche conclusione, come ad esempio un gancetto, ma è tutto da testare e di certo questa non sarà un’arma che vedremo molto presto. Al momento è ben sotto il par con un misero 0.66 PPP e una situazione che sfrutta solo nel 5% delle sue situazioni offensive. Quindi niente di cui crucciarsi: non produce perché non tenta, ma non tenta anche perché non produce.
In definitiva è un giocatore che offensivamente va innescato da una point guard che sappia come attivare un lungo di quel tipo. La qualità dei passaggi sarà fondamentale per le sue riuscite offensive.





