HomeEuropaItalia-Turchia 71-67, Alessandro Rossi: “La nostra deve essere una strada di sacrificio”

Italia-Turchia 71-67, Alessandro Rossi: “La nostra deve essere una strada di sacrificio”

Abbiamo intervistato coach Alessandro Rossi nel post-gara della vittoria per 71-67 della sua Italia contro la Turchia, nell’ultima partita della fase a gironi di questa edizione dell’Eurobasket Under 20.

Coach, ieri ha parlato dell’importanza di non accontentarsi dei miglioramenti visti contro la Francia, stasera è arrivato un ulteriore passo avanti da parte della sua squadra.

”Abbiamo approcciato molto bene la partita, questa squadra sta capendo che la strada che deve essere tracciata è una strada di sacrificio e di sofferenza. Non è una strada fatta di cose facili e di talento, perché tutte le squadre sono molto talentuose quest’anno. Quindi la strada è quella del sacrificio, del costringere innanzitutto gli altri a fare una fatica tremenda per farci un canestro: se riusciamo a costringere le squadre a giocare ai 60/70 punti una chance di vincere ce l’avremo sempre. Non possiamo pensare di prescindere da questo atteggiamento, ancora con qualche alto e basso ma con un forte desiderio di provarci come aspetto positivo.”

Dal punto di vista offensivo, la continua ricerca della transizione e di un flusso dinamico nel gioco a metà campo può essere uno strumento in grado di alleggerire la mente dei ragazzi e di far sentire tutti più coinvolti in attacco?

”Sembrava che fossi dentro al nostro spogliatoio, nel senso che ho ribadito proprio questo concetto ai ragazzi. Noi dobbiamo cercare di trasformare ciò che generiamo dalla difesa in energia, perché sappiamo di non avere i corpi per poter controllare la partita a metà campo. Abbiamo bisogno di generare flusso e velocità di esecuzione in tutto quello che facciamo, è quello che stiamo cercando di trasmettere ai giocatori. Alcune volte facciamo fatica e altre ci esaltiamo, oggi uno dei nostri momenti migliori nella partita è arrivato quando siamo riusciti a farlo con continuità. È chiaro che non riusciamo a percorrere questa strada per 40 minuti, ma non possiamo permetterci di non giocare in maniera dinamica per il tipo di squadra che siamo.

Anche in difesa la collaborazione è un concetto che sembra essere molto ben radicato all’interno della sua squadra, stasera si è visto in particolare nella difesa sul pick and roll della Turchia. Questa capacità di connessione fisica e mentale tra i giocatori può essere una caratteristica chiave di questo gruppo?

”Al di là delle scelte tattiche, se ragioniamo di concetto quello che chiediamo ai giocatori è di aggredire costantemente la palla e aiutarci il più possibile con le rotazioni difensive. Tutto ciò cercando di proteggere l’area il più possibile, perché non abbiamo grandi rim protector in grado di fare la voce grossa nel pitturato. Per questo dobbiamo pressare il più possibile la palla, provando a portare gli avversari all’errore e cercando di schermare l’area il più possibile. A prescindere dalle scelte che attueremo in futuro, questi concetti devono rimanere ben saldi e molto legati a noi. Nella prima partita contro la Germania questa cosa non c’è minimamente riuscita, nelle ultime due gare siamo riusciti a farlo meglio.”

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