Dopo una carriera lunga 15 anni, di cui 9 in NBA, Jeremy Lin ha annunciato ufficialmente il suo ritiro dal basket professionistico. L’ex playmaker dei New York Knicks, diventato simbolo del fenomeno mediatico “Linsanity” nel 2012, ha salutato con un lungo post sui social:
«Dire addio al basket oggi è la decisione più difficile della mia vita».
Linsanity: la favola che ha cambiato i Knicks
La sua ascesa fu improvvisa e clamorosa. Nel febbraio 2012, chiamato in causa da coach Mike D’Antoni, Lin trascinò i Knicks con una media di 24.6 punti e 9.2 assist in un’indimenticabile striscia di 11 partite.
In pochi giorni divenne un fenomeno mondiale, abbattendo stereotipi razziali e diventando un punto di riferimento per la comunità asiatica.
Il titolo con i Raptors e il ruolo in NBA
Oltre all’epopea con New York, Lin resterà nella storia anche come primo asiatico-americano a vincere un titolo NBA, con i Toronto Raptors nel 2019. Nonostante il ruolo marginale in quella corsa playoff, il traguardo gli garantì un posto speciale nella storia della lega.
In NBA ha vestito anche le maglie di Rockets, Lakers, Hornets, Nets e Hawks, chiudendo con medie di 11.6 punti e 4.3 assist.
La nuova vita tra Cina e Taiwan
Dopo il 2019, non trovando più spazio in NBA, Lin si rilanciò nella CBA cinese e successivamente a Taiwan, dove ha vinto un titolo con i New Taipei Kings e il premio di Finals MVP.
«Ho vissuto i miei sogni di bambino. Rimarrò per sempre quel ragazzo che si sentiva vivo ogni volta che toccava un pallone da basket», ha scritto nel suo annuncio.





