Attacco
Justin Alston può giocare tranquillamente in due posizioni, ovvero quelle di ala grande e centro. L’americano non è una prima punta offensiva ma un ottimo comprimario, caratteristica che potrebbe sposarsi decisamente bene al talento degli esterni di Treviso. Alston viene definito da Synergy come uno stretch big, ovvero un lungo che allarga il campo con la sua capacità di giocare anche lontano da canestro. Ovviamente la situazione in cui viene coinvolto maggiormente in attacco sono i pick’n’roll (25% dei possessi), unanimemente distribuiti tra pick’n’pop e roll verso il canestro. Le sue buone percentuali dall’arco (32.4% nella scorsa stagione al PAOK) lo rendono quindi una minaccia sia in avvicinamento a canestro che nell’aprirsi da dietro la linea da tre punti.
Di conseguenza, l’altra grande funzione di Alston in attacco è quella di tiratore spot up (20% dei possessi). Se servito piedi per terra l’americano può punire la difesa avversaria con il suo jumper, situazione in cui produce 1.000 PPP (Punti Per Possesso) di media. Ottime le sue statistiche a questa voce, che lo rendono quindi un giocatore da non sottovalutare e sul cui tiro si può fare quasi sempre affidamento.
Caratteristica da non sottovalutare del gioco di Alston è l‘energia che mette in campo. Dimostrazione ne sono i suoi dati a rimbalzo offensivo, avendone fatti registrare 2.2 di media a partita nella scorsa stagione. L’americano ha grande garra, non si esime dal giocare duro o sporco e si butterà su ogni pallone “50 e 50” su cui avrà una possibilità di arrivare.
Il lato negativo del gioco offensivo di Alston è la sua scarsa autonomia offensiva. Il lungo ex PAOK non è il giocatore in grado di creare per sé, né tanto meno per i compagni. Fanno unica eccezione le situazioni in cui si troverà spalle a canestro in un mismatch favorevole contro un giocatore più piccolo, ma anche in quei casi non ci si potrà aspettare chissà quale grande produzione. Viene da sé che l’americano non toccherà moltissimo il pallone in attacco, ma se in fiducia potrà diventare uomo in missione per il suo coach. Pochi palloni per lui, ma importanti: sarà questo il diktat.





