Draymond Green ha messo la sua firma sulla sfida play-in tra Golden State Warriors e Los Angeles Clippers, risultando decisivo in difesa soprattutto nell’ultimo quarto contro Kawhi Leonard. Secondo quanto riportato da Anthony Slater di ESPN, Leonard — autore di 21 punti con 8 su 17 dal campo e 5 palle perse — non ha tentato nemmeno un tiro nelle 12 azioni a metà campo in cui Green era il suo difensore principale nella parte finale della gara.
Il dominio difensivo di Green nel finale
L’impatto del veterano di Golden State è stato particolarmente evidente nei minuti conclusivi: due recuperi nell’ultimo minuto, il primo su un passaggio in rimessa che ha generato un and-one per Brandin Podziemski, il secondo strappando direttamente il pallone dalle mani di Leonard mentre i Clippers provavano disperatamente a riagguantare la partita.
Lo stesso Leonard ha riconosciuto apertamente il lavoro difensivo avversario:
“Avevano un piano partita eccellente. Fisici per tutta la gara, attenti a non concedermi tiri in ricezione, aggressivi su ogni pick and roll. E poi, beh, Draymond è un difensore da Hall of Fame. È stato davvero difficile anche solo riuscire a tirare.”
La motivazione di Green
Green, dal canto suo, ha parlato della spinta interiore che lo porta a competere a questi livelli, come raccolto da Chris Mannix di Sports Illustrated:
“Non esiste nessuno a cui voglia dimostrare qualcosa più che a me stesso. Le stesse persone che dicono che ho perso un passo sono quelle che hanno sempre detto che non ne avevo mai avuto uno. Sono le stesse che sostenevano che non ce l’avrei fatta, che dovevo uscire dalla NBA, che ero solo un comprimario sulle spalle degli altri. E la lista potrebbe continuare. Alla fine, quando metti piede in campo, è competizione pura. Vuoi dare il meglio di te.”
Una prestazione che conferma ancora una volta il peso specifico di Green nelle partite che contano, capace di cambiare l’inerzia di un match con la sola presenza difensiva.





