Doppio colpo per i Sacramento Kings, che in un solo giorno mettono al sicuro il presente e il futuro: Keegan Murray ha firmato un’estensione da 5 anni e 140 milioni di dollari, mentre Russell Westbrook si unisce alla squadra per la sua 18ª stagione NBA.
Le due mosse rafforzano un roster che punta a tornare stabilmente tra le contender della Western Conference.
Murray, un pilastro fino al 2031
Come riportato da Shams Charania, il prodotto di Iowa, scelto con la quarta pick del Draft 2022, ha raggiunto un accordo quinquennale da 140 milioni, che lo legherà ai Kings fino al 2030-31.
Dopo essere stato inserito nel First All-Rookie Team, Murray è diventato uno dei cardini difensivi di Sacramento, sviluppando la sua versatilità come 3&D moderno: in tre stagioni ha collezionato 500 triple, 150 stoppate e 150 recuperi, un traguardo condiviso solo con Anthony Edwards e Derrick White.
Lo scorso anno ha chiuso con 12.4 punti, 6.7 rimbalzi e 1.4 assist in 76 partite, difendendo per oltre 1.000 possessi metà campo contro All-Star avversari — quinto dato NBA.
Il 25enne però non sarà disponibile per l’inizio della stagione a causa di una lesione del legamento collaterale ulnare del pollice sinistro, che lo terrà fuori per almeno dieci gare.
Nonostante l’infortunio, il suo rinnovo rappresenta una chiara dichiarazione d’intenti da parte del front office, che punta a farne il fulcro difensivo accanto a De’Aaron Fox e Domantas Sabonis.
Westbrook, leadership ed energia per i Kings
Oltre al rinnovo di Murray, la franchigia californiana ha ufficializzato l’accordo con Russell Westbrook, che approda a Sacramento con un contratto annuale da 3,6 milioni di dollari (veteran minimum).
A 37 anni, il nove volte All-Star e MVP 2017 porterà leadership e intensità a una squadra che lo scorso anno si è classificata 28ª per punti dalla panchina e 29ª per assist dalla second unit.
Westbrook, reduce da una stagione con i Denver Nuggets (13.3 punti, 6.1 assist, 4.9 rimbalzi col 44.9% dal campo), resta un giocatore capace di incidere come sesto uomo: negli ultimi tre anni è sempre stato nella top 10 per il premio di Sixth Man of the Year.
Con 203 triple doppie in carriera e oltre 26.200 punti segnati, è a soli 506 punti dal superare Oscar Robertson come miglior realizzatore tra i playmaker nella storia NBA. Gli mancano inoltre 75 assist per entrare nel club dei 10.000 assist in carriera, traguardo condiviso da soli sette giocatori.
Il legame tra Westbrook e Sacramento non nasce dal nulla: il veterano ha rapporti consolidati con Sabonis, DeRozan e LaVine, oltre alla stima reciproca con il GM Scott Perry e il coach Doug Christie.
Il nuovo dirigente Perry, nel suo primo anno alla guida, ha chiarito la filosofia del club: “Motore alto, energia e impegno”. Caratteristiche che Westbrook incarna perfettamente.
Sacramento tra presente e futuro
Con Murray blindato fino al 2031 e Westbrook pronto a guidare la panchina, i Kings rafforzano la loro identità:
una squadra che unisce gioventù e difesa perimetrale con esperienza e leadership.
L’obiettivo dichiarato: tornare stabilmente ai playoff e confermarsi come una delle realtà emergenti più solide della Western Conference.
