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Home Olimpia Milano

Keith Langford: una leggenda è per sempre

Massimiliano Bogni by Massimiliano Bogni
26 Gen 2024
in Olimpia Milano, EuroLeague, Europa, Lega Basket
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Keith Langford
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Lo aveva annunciato ufficialmente il 4 maggio 2023 con un lungo messaggio affidato ai propri profili social. Nella marea di temi, notizie e risultati che caratterizza la primavera della pallacanestro europea, il ritiro dal basket giocato di Keith Langford è colpevolmente passato sotto traccia da quasi tutti. Ora che sono trascorsi mesi anche l’Olimpia Milano, la squadra che più ha significato nella carriera di Keith e che più di tutte è stata esaltata dal talento del #23 di Fort Worth, può finalmente rendergli omaggio. L’introduzione nell’Arca della Leggenda di una Leggenda della pallacanestro europea.

2 gare in NBA (Spurs, 2007) e poco meno di un centinaio nell’allora D-League (Fort Worth Flyers e Austin Toros, 2005-07) non sono state sufficienti a trasportare il credito che Langford si era costruito durante l’esperienza collegiale al massimo livello della pallacanestro americana. Il quadriennio a Kansas lo ha reso un’icona del basket NCAA, con due Final 4 raggiunte da rookie e sophomore con responsabilità limitate nelle ultime stagioni con Roy Williams sul pino e gli anni da junior e senior come volto dei primi Jayhawks guidati da coach Bill Self.

Italia, Grecia, Israele, Russia: in ogni esperienza nel basket europeo vissuta da Langford, Keith è stato protagonista primario di almeno un titolo nazionale vinto. Non è forse questo il marchio principale dell’impatto di un professionista, adattarsi ai diversi contesti e risultare ugualmente vincente? Più dei riconoscimenti e dei record individuali (miglior realizzatore di Euroleague nel 2013/14 e 2016/17 e di EuroCup nel 2015/16, primo quintetto di EL in due stagioni consecutive tra 2013 e 2015, MVP di ABA Liga, EuroChallenge e BCL), se l’Olimpia Milano ha deciso di inserire Keith Langford nella Hall of Fame societaria non lo ha fatto solo per i punti messi a tabellone. Lo ha fatto per rendere onore a un cestista in grado di uscire e rientrare senza alcun periodo di adattamento dalla realtà europea.

Uscito momentaneamente dai radar NBA e rientratoci di prepotenza dopo l’annata a Cremona con coach Trinchieri. Uscito all’apparenza definitivamente dalla competitività e dall’agonismo europeo dopo le annate tra A2 (Biella), EuroChallenge (Virtus Bologna), EuroLeague (Khimki, Maccabi, Olimpia Milano e Unics) ed EuroCup (Kazan) e rientratoci in maniera ancora d’impatto (Rishon LeZion, Panathinaikos e AEK Atene) dopo aver fatto esperienza del campionato cinese (Shenzen Leopards). Per una delle guardie americane più “europee” della storia per predisposizione attitudinale al gioco, il biennio all’Olimpia ha raccolto il compendio di tutto ciò che un professionista può essere e contribuire a rappresentare dentro e fuori dal campo.

Arrivato nel luglio 2012 dal Maccabi di David Blatt insieme a Richard Hendrix, la prima stagione di Langford non è definibile nemmeno a posteriori come esaltante. L’Olimpia Milano di Sergio Scariolo è eliminata al primo turno delle Final 8 casalinghe di Coppa Italia dalla Varese guidata da Frank Vitucci dalla panchina e Mike Green in campo; il girone di EuroLeague dell’Olimpia è fatto di pochi alti e molti bassi, culminati nella sconfitta di misura al Pireo che ne decreta l’eliminazione nonostante i 21 di Keith nell’ultima gara; i Playoff di Legabasket mettono subito di fronte l’Olimpia, #4, e la Mens Sana Siena di Luca Banchi, #5 e protagonista dell’impresa a gara-7 al Forum per uscire vincitrice da una serie tiratissima. “Nella mia carriera ho vinto parecchio tranne nelle squadre allenate da Scariolo. Senza offesa, ma con lui le cose non hanno funzionato“, dirà Keith dopo il mancato rinnovo nell’estate 2014. È la seconda annata, tuttavia, quella per cui tutti i tifosi dell’Olimpia Milano serberanno sempre ottimi ricordi, quella in cui sono state forse le sconfitte a unire ancor di più il legame umano con giocatori e membri dello staff.

Dalla Mens Sana arrivano coach Banchi, Kristjan Kangur e David Moss in estate, ai quali si aggiungerà Daniel Hackett a fine dicembre. Arriva Curtis Jerrels dalla D-League e Samardo Samuels da Israele, Alessandro Gentile è eletto nuovo capitano. La cavalcata in LBA si conclude a gara-7 contro la Mens Sana, nella più crudele delle vendette sportive firmata da The Shot di Jerrels nell’ultima gara di Playoff della storia del PalaEstra e dalle penetrazioni dell’ex Hackett in gara-7. La Coppa Italia racconta ancora di un’eliminazione al primo turno, ancora al Forum, ancora da favorita alla vigilia contro la Dinamo Sassari di Meo Sacchetti e dei cugini Diener. A essere oggetto degli aneddoti e dei racconti a distanza di un decennio, tuttavia, sono le serate in EuroLeague di quell’Olimpia Milano: la vittoria di 30 con l’Olympiacos e l’impresa al Pireo, la doppia affermazione col Fener di Obradović e i 28 punti di scarto al Barcellona di Pascual per qualificarsi ai Playoff. Tutte con Langford sugli scudi, a livello simbolico e realizzativo.

Della serie contro il Maccabi Tel Aviv si ricorda lo 0/2 ai liberi in gara-1, mentre Keith Langford ha sempre preferito tormentarsi sulla palla persa nel supplementare del Forum. E il successivo mancato accordo per il rinnovo (primo miglior marcatore di EL non confermato per l’annata successiva nella stessa squadra, ndr) ha se possibile acuito ancor di più il senso di rimpianto e di incompiuto. Non a livello di emozioni, però. “Non sono mai stato in un posto dove gli sbalzi emotivi fossero così forti. Per questo la sirena di gara-7 (contro Siena, ndr) la ricorderò per sempre“. Non solo tu, Keith.

Tags: EuroLeagueKeith LangfordLBALuca BanchiOlimpia Milano
Massimiliano Bogni

Massimiliano Bogni

Hoosier. Bergamasco. Atalantino. Iscritto a Lettere Moderne in UniMi. A seconda del contesto, non necessariamente in quest'ordine. Sempre in attesa di recuperare da terra ogni briciolo di sport.

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