HomeEuroLeagueKessler Edwards, lo scouting: cosa porta alla Virtus Bologna?

Kessler Edwards, lo scouting: cosa porta alla Virtus Bologna?

Attacco

Kessler Edwards rappresenta bene l’archetipo dell’ala moderna: lungo, atletico e capace di produrre senza bisogno di avere il pallone tra le mani. Ama correre il campo e può essere efficace in transizione, mentre a difesa schierata sa lavorare in funzione dei ball handler, garantendo spacing sul perimetro e facendosi trovare pronto sugli scarichi. Nell’ultima stagione, tra G-League ed Eurolega, ha convertito con il 40,8% da tre in situazioni di spot-up. Allo stesso tempo, non limita la propria presenza offensiva al perimetro: occupa bene gli spazi attorno all’area, dal dunker spot al mezzo angolo, sfruttando taglia, lunghezza e atletismo per trasformarsi in un finisher al ferro. In situazioni di metà campo ha chiuso la stagione con il 59,2% al ferro.

Kessler Edwards

La meccanica di tiro di Edwards appare piuttosto costruita e non particolarmente fluida, ma presenta un dettaglio funzionale importante: tende a non abbassare il pallone prima di entrare nel movimento di tiro. Una caratteristica che, combinata con la sua taglia e il punto di rilascio alto, riduce i tempi della conclusione e rende più difficile per il difensore recuperare sul closeout e contestare efficacemente.

I numeri raccolti nel corso della sua esperienza americana, considerando NBA, G-League e Summer League, raccontano comunque di un tiratore complessivamente affidabile: circa il 33% da tre sulle conclusioni contestate (su oltre 370 tentativi), contro il 39% sui tiri aperti (circa lo stesso numero di tentativi). Nell’ultima stagione entrambe le percentuali hanno però registrato un miglioramento, salendo rispettivamente al 36,6% e al 40,8%. Un dato incoraggiante, soprattutto perché inserito in un trend di progressiva crescita della sua pericolosità dal perimetro.

Sa muoversi con efficacia senza palla, leggendo bene gli spazi e trovando con continuità linee di taglio verso il ferro, dove, come detto, riesce poi a convertire con ottime percentuali. Una caratteristica che potrà essere particolarmente valorizzata alla Virtus, considerando la presenza di numerosi ball handler in grado di attirare l’attenzione della difesa e creare vantaggi che Edwards potrà sfruttare con tagli e movimenti alle spalle del proprio difensore.

Kessler Edwards

Dove Edwards dovrà invece mostrare dei progressi è nell’efficienza palla in mano, in particolare quando è chiamato ad attaccare i closeout. Talvolta dà l’impressione di mettere palla a terra senza avere pieno controllo della situazione, soprattutto quando trova più difensori tra sé e il ferro e deve effettuare letture successive. Non a caso, nell’ultima stagione di G-League ha perso palloni in quasi il 20% dei possessi conclusi dopo aver attaccato dal palleggio, secondo i dati Synergy.

Kessler Edwards

È certamente un’area nella quale dovrà crescere, soprattutto perché Edwards ha mostrato di possedere un discreto tocco dal mid-range. Tra runner e tiri dal palleggio ha infatti chiuso la stagione con il 50% esatto da due punti. Più che la capacità di finalizzare, quindi, il punto interrogativo riguarda la qualità del processo che lo porta al tiro: controllo del palleggio, lettura degli aiuti e capacità di scegliere quando concludere, scaricare o fermare la penetrazione.

Kessler Edwards

In campo aperto Edwards si trova nel suo habitat naturale. Corre bene il campo sfruttando lunghe falcate e atletismo, ma soprattutto mostra una buona coordinazione nel ricevere e finalizzare in movimento, caratteristiche che lo rendono un bersaglio naturale nelle situazioni di transizione. La sua efficacia in contropiede, però, non passa soltanto dalla capacità di attaccare il ferro. Edwards sa anche aprire il campo in transizione, correndo verso gli angoli o fermandosi sul perimetro per offrire una soluzione da tre punti ai portatori di palla. Una doppia dimensione — verticale come finisher e perimetrale come tiratore — che obbliga la difesa a scegliere se proteggere l’area o concedergli spazio sul perimetro.

A completare il profilo da finalizzatore c’è una discreta affidabilità dalla lunetta: in carriera tra i professionisti viaggia attorno all’81% ai liberi, ulteriore indicazione di un touch complessivamente solido.

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n.fiumi
n.fiumi
Classe 1985, bolognese di nascita. Folgorato da Danilovic, ammaliato da Ginobili, tradito da Abdul Gaddy. Incidente che mi ha portato a valutare le cose in maniera più disincantata.Classico esempio di paziente affetto dal "Disease". La vita è troppo breve per vedere brutto basket ma, se non c'è altro, il campionato ungherese resta un'ottima opzione.

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