Conclusioni
Kessler Edwards è una scelta che segue una logica precisa nella costruzione della nuova Virtus. Con un budget limitato, il club ha dovuto individuare profili ancora relativamente “fringe“, ma con caratteristiche e margini tali da poter produrre a livello Eurolega. Se Bello e Carr arrivano dopo aver mostrato, a un livello inferiore, strumenti che sembrano trasferibili anche nella massima competizione europea, Edwards quel passaggio lo ha già compiuto, lasciando intravedere lampi interessanti nel suo primo impatto con l’Eurolega.
Il basso utilizzo all’Hapoel desta inoltre meno perplessità di quanto potrebbe suggerire il semplice dato del minutaggio. L’ex NBA si è inserito a stagione molto inoltrata in una squadra estremamente profonda e ricca di talento, con gerarchie già consolidate e poco tempo a disposizione per ritagliarsi un ruolo. Il progressivo aumento del suo impiego nel finale di stagione rappresenta, da questo punto di vista, un segnale incoraggiante. La scommessa della Virtus sarà capire quanto di ciò che Kessler Edwards ha mostrato a sprazzi possa diventare produzione stabile all’interno di un contesto che dovrebbe concedergli maggiori responsabilità e continuità.

Le caratteristiche difensive fanno pensare a un giocatore in grado di guadagnarsi fin da subito minuti stabili nelle rotazioni. Edwards sembra avere gli strumenti per incidere significativamente sulle partite anche soltanto nella propria metà campo, grazie a versatilità, taglia e capacità di generare eventi difensivi.
Sarà però l’attacco a definire il suo reale ceiling a livello Eurolega. La capacità di dare continuità al tiro sugli scarichi, attaccare con maggiore efficienza i closeout e produrre senza palla determinerà quanto Edwards potrà evolvere da solido elemento di rotazione a giocatore capace di fare stabilmente la differenza, partita dopo partita.
