New York si porta sul 2-0 nella serie di finale di conference contro Cleveland, e lo fa con una prestazione che ha messo in luce alcune dinamiche tattiche e individuali già decisive in questa fase della stagione.
Il peso offensivo dei Knicks
Come spesso accade nei momenti che contano, Jalen Brunson si è confermato il fulcro dell’attacco newyorkese. La sua capacità di creare vantaggio in isolamento e di gestire i possessi nei finali di quarto è stata determinante per indirizzare l’esito della gara. New York ha costruito il proprio vantaggio sfruttando la continuità offensiva del proprio playmaker, che ha saputo mettere sotto pressione la difesa di Cleveland nei momenti più delicati.
I Cavaliers, dal canto loro, faticano a trovare soluzioni efficaci quando la partita si fa spezzettata e fisica. Cleveland ha mostrato difficoltà nel mantenere la propria identità nei tratti in cui i Knicks hanno alzato l’intensità difensiva, perdendo fluidità nel gioco corale che aveva caratterizzato la regular season.
La difesa di New York come fattore chiave
Sul piano difensivo, i Knicks hanno limitato le soluzioni offensive dei Cavs con una pressione sistematica sui ball-handler avversari. Cleveland si trova (ancora) ora in una situazione complicata, costretta a vincere almeno quattro delle prossime cinque partite per proseguire nel sogno della prima finale NBA post LeBron. La serie si sposta ora in Ohio, dove i Cavaliers cercheranno di sfruttare il fattore campo per riaprire i giochi. Al momento la serie, anche dopo la rocambolesca vittoria in gara 1, sembra totalmente nelle mani dei Knicks, ma sappiamo anche quanto nei playoff il momentum possa cambiare molto in fretta e proprio i Cavs lo hanno dimostrato nella serie precedente con Detroit.
