Torna al successo la Flats Service Fortitudo Bologna dopo il brusco stop di Piacenza, e lo fa sudando anche qualcuna in più delle proverbiali sette camicie contro Forlì. Il 76-71 finale arriva dopo un overtime che gli ospiti forzano dopo una partita che sembrava in ghiaccio per la squadra di Caja, avanti di 7 a 4′ dal termine di un match quasi sempre passato a inseguire, seppur con margini contenuti. L’Aquila però mantiene sangue freddo, stringendosi in difesa e tenendo soprattutto di testa: il marchio di fabbrica del Caja 2.0 che, Assigeco a parte, è già chiaramente impresso sulle canotte biancoblù.
Di seguito le pagelle della partita.
FORTITUDO BOLOGNA
Fantinelli 7: Un primo tempo decisamente sottotono per i suoi standard, ma è come sempre l’anima della squadra in ogni dove (10+8+9, una macchina) anche in una serata dove non trova quasi mai i soliti vantaggi spalle a canestro.
Bolpin 5.5: Le difficoltà degli esterni sono il tallone d’Achille di serata per la F, e lui è uno di quelli con le polveri bagnate.
Mian 5: Percentuali molto basse, e soprattutto un paio di scelte affrettate nel finale che potevano costare carissime.
Gabriel 7: Irretito dalla difesa di Forlì e da una pessima serata al tiro, resta però sempre connesso alla partita. E alla fine la vince lui.
Freeman 8: Per la seconda partita di fila è l’ancora a cui si appoggia quasi esclusivamente la F per la maggior parte della sfida. E per la seconda volta lui se la carica tutte sulle spalle, stavolta con lieto fine.
Panni 6.5: Continua a guardare poco il canestro, ma in difesa e in regia è un fattore. E nel finale piazza anche un paio di zampate decisive.
Aradori 6: Di stima, perchè qualcosina inizia a rivedersi.
Battistini 6: Deve ancora dimostrare di meritarsi minuti caldi, ma ieri più di 5 punti e 4 rimbalzi in 7′ non poteva fare.
Coach Caja 7: La sensazione epidermica è che la Fortitudo prima di lui partite come questa non l’avrebbe vinta. Convive ancora con un momento di chiara emergenza, ma quella del pragmatismo è sempre stata una sua evidente dote.
FORLI’
Parravicini 7: A tratti, è l’americano di cui Forlì avrebbe bisogno. La riprende praticamente da solo sul finale dei regolamentari.
Harper 4.5: Lui invece è l’americano di cui Forlì non ha bisogno. 1/5 dal campo e 5 palle perse in una partita incolore, l’ennesima.
Perkovic 5: Prende tanti buoni tiri, ma andrebbero segnati (2/11 dalla lunga distanza).
Pollone 5: Prende tanti buoni tiri, ma andrebbero segnati (1/7 dalla lunga distanza).
Gaspardo 6: Come spesso accade a lui e alla sua squadra, parte bene e poi si eclissa.
Del Chiaro 7: Un fattore dentro l’area, soprattutto nel primo tempo. L’impressione è che abbia margini interessanti da esplorare, considerando i 23 anni.
Tavernelli 6: Lampante alter ego di Parravicini, nei pro e nei contro. Guarda poco il canestro, ma è un metronomo sui due lati del campo.
Cinciarini 5.5: Il pubblico lo becca, lui non si accende.
Pascolo 6: In campo sa sempre quello che c’è da fare.
Magro 5.5: Non incide, pur battagliando in un’area dove si lotta senza quartiere dal primo all’ultimo secondo.
Coach Martino 6.5: Prepara bene la partita mordendo forte in difesa e togliendo tanti dei riferimenti all’attacco della F, dall’altra parte la circolazione porta spesso a conclusioni pulite e non è colpa sua se tanti hanno le polveri bagnate. Chissà cosa sarebbe questa Forlì con altri due stranieri.





