HomeScouting ReportLangston Galloway, scouting: cosa porta alla Trapani Shark?

Langston Galloway, scouting: cosa porta alla Trapani Shark?

Attacco

L’arma più pericolosa in possesso di Galloway è sicuramente la sua pericolosità da oltre l’arco. In carriera l’americano ha sempre mantenuto ottime percentuali da tre punti (solo una volta sotto il 35%), pur con un volume di tiri spesso alto. La sua efficienza da questo punto di vista è stata confermata dai dati in maglia Reggio Emilia. Nella scorsa stagione, il 19% delle conclusioni di Galloway è arrivato da situazioni di spot up in cui ha prodotto 1.183 PPP (Punti per Possesso) di media. Un dato eccellente, che lo ha collocato nell’88esimo percentile del campionato.

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Ciò che ha sorpreso di più di Galloway nella scorsa stagione, tuttavia, è stata la sua abilità con il pallone tra le mani. Rispetto a quando faceva lo specialista in NBA, Priftis ha deciso di concedergli molti più possessi e l’americano non ha deluso. Addirittura il 29% delle sue conclusioni sono arrivate da situazioni in cui Galloway era l’handler di un pick’n’roll, con medie anche qui ottime: 0.904 PPP. Va detto, comunque, che questo tipo di attacchi si concludono spesso con una sua stessa conclusione (57% dei casi) e decisamente meno con un assist al lungo sul roll (14.2% dei casi) o all’uomo libero per una conclusione piedi per terra (24.8% dei casi).

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L’altra situazione in cui Priftis ha sfruttato molto Galloway è stata in uscita dai blocchi. L’americano possiede ottima rapidità nel mettere a posto i piedi per cercare la conclusione, e questo lo rende tiratore assolutamente pericoloso in queste circostanze. La sua efficacia tuttavia in questi frangenti si è abbassata e ha prodotto 0.915 PPP, collocandosi perfettamente nel 50esimo percentile del campionato.

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Molto più rare, invece, sono le occasioni in cui Galloway ha penetrato verso canestro. Solo 49 possessi in tutta la stagione hanno visto l’americano concludere in questo modo. La sua prestanza fisica lo rende comunque un buon attaccante del ferro, ma in questo caso la sua varietà di soluzioni è molto limitata. In attacco, preferirà sempre e comunque prendersi un jumper piuttosto che arrivare a canestro rischiando di sbattere contro il muro avversario. Lo scorso hanno, non a caso, ha concluso al tiro per 384 volte con un jump shot e solo 94 al ferro.

Marco Marini
Marco Marini
Marchigiano fuori sede, studio Relazioni Internazionali e nel frattempo mi diletto a scrivere della mia più grande passione: il basket.

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