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Home Interviste

Laso: “Mi piacerebbe sentire: date a Laso 5 anni e costruirà”

Simone Mazzola by Simone Mazzola
29 Feb 2024
in Interviste
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Laso

Foto di Savino Paolella

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Il valzer delle panchine è stato quasi un vortice in questa stagione e sono saltati tanti allenatori. Abbiamo chiesto a Pablo Laso cosa ne pensasse di questa deriva e ha argomentato, come sempre, in modo esemplare.

Qui per ascoltare l’intera intervista.

Lasciando da parte voci e illazioni, il fatto certo è che tante panchine di Eurolega hanno cambiato staff per guidarla. Forse questo è l’aspetto più negativo della pallacanestro europea, l’essere costantemente e tossicamente dipendenti dai giudizi legati ai risultati. Come lo spieghi? Magari paragonandolo all’universo NBA…

Beh, è difficile. Quello che è certo è che in Europa c’è molta pressione fin dall’inizio. Stai giocando la tua competizione nazionale. Poi devi qualificarti per le coppe. Poi c’è EuroLeague, senti quella pressione fin dal primo giorno. Ricordo che nel precampionato si parlava già di cambiare giocatori e allenatori. Quando inizia la stagione all’improvviso perdi due partite ed è subito “Va bene, dobbiamo cambiare l’allenatore”. Molte volte è solo questione di tempo per mettere insieme la squadra.

Anche per me è stato difficile. Sono appena arrivato in Germania: le prime partite non conoscevo nemmeno i giocatori con cui stavamo giocando. Abbiamo dovuto costruire un nuovo sistema. Quindi è difficile. Ma non solo per Pablo Laso, qualsiasi allenatore è sotto giudizio perché una partita si vince o si perde. Alla fine, devi giudicare gli allenatori per il lavoro che stanno facendo per l’organizzazione, non solo perché stanno vincendo o perdendo. Ma è facile dirlo quando sei un allenatore.

Alla fine, vuoi che la tua società vinca le partite, che la tua squadra vinca le partite. E quando perdi, dici “Oh, questo giocatore non sta prendendo i rimbalzi che ci aspettavamo. Questo giocatore non sta segnando. Questo giocatore non sta facendo nulla. Questo allenatore è terribile, bla, bla, bla, bla, bla, bla, bla”.

Probabilmente in NBA la competizione è diversa: tolgono quella pressione partita per partita che hai in Europa. Ne esercitano più una a lungo termine. Dicono: “Che cosa stiamo costruendo? Abbiamo giocatori giovani?” In questo momento, vediamo alcune squadre, sono allenate da grandi allenatori. Ma sanno che avranno bisogno di tempo per mettere quei giocatori al momento giusto, nella posizione giusta, nell’ambiente giusto e mettere insieme la squadra. E ci vorrà tempo.

In Europa, probabilmente, non hai quel tempo perché quando perdi, è come se tutto fosse un disastro. E molte volte dico sempre: “Forse cambiare allenatore o cambiare giocatore non ti farà vincere il giorno dopo. Forse lo farai solo il giorno dopo, perché cambi il giocatore. Ma è coerente nei tempi previsti, converrà per il giorno dopo ancora?”. Sono un grande difensore della costruzione di cose che dureranno nel tempo. In Europa è così che stanno le cose. Non puoi cambiarlo e devi regolarti. Mi piacerebbe ascoltare “Date a Pablo Laso 5 anni e costruirà”. Dai, siamo seri. Si ascolterà sempre “Se Pablo Laso non vince, lo licenziano”. Ma non solo Pablo Laso: ogni allenatore, ogni giocatore… “Com’è possibile? Il tizio non sta segnando!”. Inizieranno a dubitare di lui, forse ne troveranno un altro. Questo fa parte della nostra cultura in Europa. E questo è qualcosa con cui dobbiamo convivere. In qualche modo mi piace quella pressione. Ho sempre vissuto con quella pressione quando ero un giocatore. Ora vivo con quella pressione come allenatore, devi conviverci e affrontarla.

Tags: EuroLeaguePablo Laso
Simone Mazzola

Simone Mazzola

Simone Mazzola è ideatore e fondatore di Backdoor Podcast. Giornalista pubblicista iscritto all'albo, segue e racconta il basket quotidianamente da oltre vent'anni. Nel corso della sua carriera ha collaborato con redazioni del calibro di FoxSports e del sito italiano NBA. È inoltre autore del libro "American Dream: un infiltrato alle NBA Finals".X: https://x.com/mazzola_simone IG: https://www.instagram.com/datruth84/

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Backdoor Podcast è una testata giornalistica telematica, registrata presso il tribunale di Monza (Aut. n. 11/19 del 04/11/2019) – Direttore responsabile: Simone Mazzola (n.t. ODG 169818).

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