Varese: lo scorso anno i PlayOff li avevano raggiunti, salvo poi perderli per la penalizzazione. Hanno perso i pezzi pregiati della scorsa versione, a cominciare dal coach. la filosofia della dirigenza è rimasta tale: sarà una squadra che giocherà a ritmi alti, in puro stile USA. La passata stagione in pochi avrebbero scommesso su un piazzamento nelle prime otto, quest’anno le potenzialità per ripetersi ci sono tutte.
Sassari: la garanzia sta in coach Piero Bucchi, che dal suo arrivo in Sardegna ha sempre portato la squadra ai playoff. La squadra è stata cambiata in alcuni elementi che, ormai, erano arrivati a fine ciclo con la squadra sarda. La tegola dell’infortunio di Bendzius è una mazzata, ma il suo sostituto (McKinnie), può essere la chiave di volta della squadra. Nel complesso un buon mix di giocatori quelli messi a disposizione dello staff.
Scudetto
Olimpia Milano: la squadra campione in carica parte sempre coi favori del pronostico. Il roster è pressoché lo stesso della passata stagione, senza Napier ma con un Nikola Mirotic in più. Anche la pattuglia italiana, solitamente il punto debole milanese, è stata rinforzata proprio per non dover spremere fino all’osso i big e cercare di averli al massimo della forma nei momenti importanti della stagione.
Virtus Bologna: parte un gradino sotto Milano, ma resta la contender più pericolosa. A livello di qualità ha fatto un passettino indietro rispetto la passata stagione, ma anche a Bologna lo zoccolo duro è rimasto lo stesso. Tanto passerà anche dalla nuova gestione tecnica: come si adeguerà una squadra costruita con altre idee a quelle di coach Banchi? Quanto peserà l’assenza di un leader come Teodosic? Solo il campo e l’LBA ci darà le risposte.





