Altro week end ricco di colpi di scena in serie A. Sette vittorie esterne su otto gare disputate, ma le due partite che hanno, certamente, fatto più rumore sono state quelle giocate a Bologna e Venezia. Dove, rispettivamente, Cremona e Pesaro hanno fatto i colpacci di giornata, portando a casa due punti insperati alla vigilia.
L’ATTACCO CINQUE FUORI DELLA VANOLI METTE IN CRISI BOLOGNA
Partita pazza nel primo anticipo di sabato sera, con la Vanoli Cremona corsara sul campo della Virtus Bologna, sospinta da una partita incredibile di Peppe Poeta e avanti per 40′ contro gli uomini di Sasha Djordjevic.
I lombardi hanno saputo sfruttare al meglio le proprie caratteristiche e quelle che sono le tendenze della Virtus Bologna. Cremona, infatti, è squadra ricca di tiratori, con ogni uomo della rotazione di Paolo Galbiati che può aprirsi per colpire da dietro l’arco. Bologna, invece, è quella che concede più tentativi da tre punti (oltre il 36% dei possessi difensivi dei bianconeri si chiude con un tiro da tre tentato dagli avversari, dato più alto del campionato). Cosa che, peraltro, conferma quello che era un trend già visto l’anno scorso, dove i bianconeri erano molto orientati alla protezione dell’area.
In particolare Cremona ha saputo sfruttare due cose: quella che è la scelta difensiva virtussina sui pick&roll (negare quanto più possibile l’area, qua potete vedere un esempio dall’ottimo canale Facebook di coach Massimo Maffezzoli) e una serata dove Teodosic e compagni non hanno prodotto esattamente il massimo sforzo difensivo, per usare un eufemismo.
Vediamo subito come la Vanoli abbia messo in difficoltà la difesa di Bologna con il proprio attacco che porta spesso cinque uomini a giocare fuori dall’arco dei tre punti.
L’attacco giallo blu, su situazione di pick&roll in transizione (cosidetto “drag“), apre completamente l’area portando tutti e cinque i giocatori fuori dai tre punti. Sul ribaltamento di lato da parte di Poeta vediamo anche l’aiuto e recupero (“stunt“) di Adams per negare l’area al play cremonese. Quello che uccide la difesa di Bologna, nel primo spezzone, è la mancata rotazione di Alibegovic, che non blocca il roll di Jarvis Williams, a quel punto liberissimo di segnare due punti da sotto canestro.
Nel secondo caso, invece, è brava Cremona a punire proprio la scelta virtussina di usare l’aiuto e recupero per negare l’area al portatore di palla del pick&roll. In questo caso lo “stunt” è di Alibegovic, che lascia, di conseguenza, una ricezione comoda a Hommes, già carico sulle gambe per ricevere e segnare da tre punti.
Questa tendenza ad aprire il campo quanto più possibile di Cremona è stata chiara anche nel gioco a metà campo.
Evidenti gli effetti della scelta cremonese mixata alla scarsa applicazione virtussina, che subisce le conseguenze a catena generate da queste situazioni. Un reject di Poeta porta a una tripla aperta di Palmi. L’area completamente aperta e un Markovic molto pigro aprono le porte a un facile backdoor di TJ Williams. Hommes lucra due liberi su un cambio difensivo e, infine, arrivano tre punti di Mian sugli sviluppi di un pick&roll.
Per chiudere il capitolo su Cremona, vediamo come la squadra di Galbiati giochi la propria variante di Zipper.
Non avendo grandissimi creatori dal palleggio in uscita dal primo blocco, Cremona gioca rapidamente un pick&roll con il giocatore che effettua lo stesso blocco zip. Nei video vediamo le due opzioni che offrono Lee e Hommes, con il primo più propenso a rollare verso il ferro, anche qui sfruttando gli spazi che garantiscono i tiratori attorno a lui, mentre il secondo capace anche di aprirsi sul perimetro, per sfruttare il cambio difensivo e poter tirare in testa a difensori più piccoli di lui.
LA KNICKS ACTION DI PESARO
Come detto, l’altra vittoria altisonante di giornata è stata quella di Pesaro, che con un secondo tempo arrembante ha sbancato il Taliercio, costringendo alla prima sconfitta in campionato la Reyer di Walter de Raffaele.
Gli uomini di Repesa hanno vinto mettendo in grande difficoltà la difesa avversaria con un gioco semplice, capace però di esporre le difficoltà dei lunghi veneziani.
La “Knicks Action”, così chiamata poichè era di utilizzo comune nel playbook di Mike D’Antoni nei suoi anni newyorkesi, non è altro che un’uscita da un blocco del secondo lungo, che innesca un consegnato su un lato del campo che termina con la palla di ritorno al playmaker.
A quel punto il primo lungo porta un pick&roll centrale dinamico, solitamente molto fuori dai tre punti, con lo scopo di fare allontanare il centro avversario il più possibile dall’area. In questo modo il rollante avrà tantissimo spazio libero per andare verso canestro, considerando anche come i difensori degli altri tre compagni di squadra coinvolti siano obbligati a non staccarsi troppo per non concedere tiri da tre punti facili.
In questo primo video vediamo come la scelta di Venezia di fare “show” deciso con Fotu spalanchi l’area per il taglio di Cain, con Tonut e Daye che dagli angoli non possono staccarsi troppo dai loro uomini (anche se, probabilmente, da lato debole Tonut qualcosina in più avrebbe potuto fare).
Nel prossimo video, invece, vediamo cos’è successo quando a difendere il pick&roll è stato Mitchell Watt, cui De Raffaele aveva dato istruzione di fare “drop”, ossia contenimento.
Una scelta che mette sì al riparo dal roll di Cain, ma, al contempo, concede molto più margine di manovra al palleggiatore, in questo caso Filloy, per trovare un buon tiro. Che infatti arriva.
Ancora, nel secondo tempo Venezia va più aggressiva su questa situazione. Chapell nega il passaggio di ritorno al playmaker (che nel video qua sotto è Justin Robinson), ma Pesaro è pronta ad adeguarsi.
Il pallone passa dal centro, che gioca un consegnato con lo stesso Robinson. Venezia mantiene il proprio atteggiamento aggressivo e sul primo tentativo di pick&roll tra Robinson e Cain vediamo una difesa “ice” (fondo), con Chapell che impedisce a Robinson di prendere il blocco e Fotu, difensore di Cain, che lo attende dentro l’area dei tre punti.
Pesaro, però, ha un obiettivo preciso: portare Fotu lontano dal ferro e obbligare gli altri difensori a fare una scelta, stare con gli uomini sul perimetro o ruotare verso l’area. E lo persegue chirurgicamnte. Cain va di consegnato per Massenat, dando il là a un’azione che ingenera la rotazione di lato debole da parte di Stone e apre lo spazio per la tripla aperta di Filloy.
Su questo gioco la Carpegna ha costruito buona parte della sue fortune nella seconda metà di partita, quella decisiva. Da vedere come, anche nelle situazioni dove la circolazione si complica, i bianco rossi riescano sempre a trovare punti da questa azione, continuando a tenere sotto pressione la difesa, creando vantaggi e riuscendo, puntualmente, a sfruttarli.
