Sesta di campionato in archivio, anche se parzialmente a causa dei due rinvii, e sesto appuntamento stagionale con Game of The Week.
Anche questa volta il big match di giornata si è giocato al Taliercio e, di conseguenza, anche questa volta abbiamo posto le nostre attenzioni in Laguna. Dove la Virtus Bologna ha colto un prezioso successo, contro una Reyer che, dopo trento ottimi minuti, si è completamente bloccata, subendo un 18-0 di parziale che ha deciso l’incontro e ora andremo ad analizzare nel dettaglio.
PALLE PERSE E FRETTA: I PECCATI CAPITALI DI VENEZIA
Come detto, a lungo è stata una partita equilibrata, anzi, con gli uomini di De Raffaele avanti anche in doppia cifra, grazie soprattutto ad eccellenti percentuali da dietro l’arco e uno Stefano Tonut a lungo incontenibile.
Poi la Segafredo ha iniziato a rimontare e, progressivamente, i padroni di casa sono usciti dalla partita, commettendo errori pesanti in entrambe le metà campo.
Salta all’occhio un dato: ventitre palle perse per la Reyer, che già di per sè sono un’enormità, ma soprattutto diciotto di queste sono state palle perse vive, ossia recuperate dalla Virtus. Che quasi sempre con quei palloni è andata in contropiede a segnare punti facili.
Nella prima clip partiamo dal quarto periodo, che inizia sul 62-61 Reyer. In sequenza troviamo:
- tre palle perse, le prime due frutto di scelte pigre del duo Stone-Daye e la terza di una decisione avventata di Michael Bramos;
- due punti in contropiede di Pajola e altri cinque che nascono da dormite difensive, prima di Fotu e poi, ancora, di Austin Daye.
Preso il primo mini parziale Venezia ha iniziato a disunirsi, mentre coach De Raffaele provava a salvare la situazione mischiando il più possibile i quintetti.
Per tutta risposta, però, i suoi giocatori hanno continuato ad assommare palle perse, su cui Alessandro Pajola si è ancora una volta esaltato, e cattive scelte di tiro. Forse anche figlie della fretta generata dalla forbice in termine di distacco che stava iniziando a maturare. Oltre ad una inusuale distrazione difensiva.
Questo appena visto, probabilmente, il passaggio decisivo dell’incontro. Con Venezia sprofondata oltre la doppia cifra di scarto davvero in un amen.
Lo staff tecnico degli oro granata ha continuato a mischiare le carte per trovare un assetto che potesse riportare a galla la barca, ma con risultati scarsi. Qua ne vediamo un esempio.
Una buona esecuzione con un quintetto dove Vidmar e Fotu agivano da lunghi. Ma alla fine frustrato dal dover prendere la conclusione da dietro l’arco forse col peggiore dei tiratori in campo.
Clip che ci permette di apprezzare, ancora una volta, l’impatto difensivo di Pajola. Bravo non solo a muoversi sulle linee di passaggio, ma anche in tutto quello che è difesa di squadra e rotazioni. Che lo portano a rendere molto meno aperto di quello che sembri il tiro di Fotu.
A sigillare la partita, poi, la sintesi degli errori della Reyer: con una palla persa banalissima di Stone, che impedisce di concretizzare il vantaggio ottenuto su un cambio difensivo da Vidmar, e un tiro forzato da Tonut. Che ancora non premia un mismatch vantaggioso per il lungo sloveno.
Dall’altra parte, allora, ci pensa Milos Teodosic ad agire da closer con una tripla un po’ fortunosa e un assist stupendo (da notare il tempismo con cui parte il passaggio, prima ancora che il destinatario guardi canestro) per l’alley oop di Vince Hunter che significa game, set and match.
L’INCIDENZA DELLE PALLE PERSE “VIVE”
Per chiudere, un grafico che illustra bene quanto abbia pesato il dato delle 18 palle perse “vive” che la Reyer ha concesso alla Virtus Bologna.
In particolare ci concentriamo sulla percentuale che rappresenta il rapporto delle palle perse vive sul totale delle palle perse di squadra e il numero di punti subiti in transizione. Cose che sono spesso collegate, come abbiamo visto nei video, e che anche i numeri ci confermano.

Chiara la correlazione tra i due numeri: più le palle perse sono “vive”, maggiori sono le possibilità per gli avversari di andare in contropiede a segnare punti facili e viceversa.
Per quantificare l’impatto di quanto fatto da Venezia domenica, basti dire che la Virtus ha avuto 18 palle recuperate (o palle perse vive concesse da Venezia), quando la squadra del campionato italiano che ne “concede” di più è Trieste con 10 a incontro, e segnato ventidue punti in transizione, quando la squadra che ne subisce maggiormente è Roma, a quota 17,2.
Numeri che a questo livello di competizione si finiscono inevitabilmente per pagare.
