Il 28 maggio è stato il giorno del closing ufficiale: il titolo sportivo della Guerino Vanoli Basket Cremona è passato formalmente nelle mani della cordata che riporterà la Serie A a Roma. Un momento atteso, che apre una fase nuova per il basket della capitale e chiude un capitolo lungo oltre quindici anni nella storia cremonese.
Come riporta Il Corriere dello Sport, nei prossimi giorni si attende che Donnie Nelson e Rimantas Kaukenas escano allo scoperto per presentare la struttura societaria, i ruoli operativi, il nome del coach e le prime indicazioni sul roster. Per ora, il silenzio è ancora quello delle grandi operazioni appena concluse.
Vanoli: «Il cambio di proprietà era la scelta più responsabile»
Aldo Vanoli ha spiegato pubblicamente le ragioni che lo hanno convinto a cedere. Proposte ne erano arrivate, da acquirenti italiani e stranieri, ma erano state tutte respinte per mancanza di garanzie sufficienti. Questa volta è andata diversamente.
«Più volte negli ultimi tempi avevo ricevuto proposte da parte di potenziali acquirenti italiani e stranieri, ma le avevo sempre respinte al mittente per mancanza di adeguate garanzie.»
«Stavolta fin dal primo momento ho apprezzato il rigore dei miei interlocutori. Il crescente peso dei costi di gestione del club e la mancanza di reali alternative in ambito locale, mi ha poi portato a ritenere il cambio di proprietà la scelta più responsabile per assicurare continuità alla società che mi onoro di aver guidato come presidente per oltre quindici anni. La sede e l’attività del club si trasferiscono a Roma, città che offre un bacino d’utenza molto più ampio e infrastrutture maggiormente adeguate alle esigenze del basket di alto livello.»
Vanoli ha anche ricordato uno dei momenti più alti della sua gestione: la Coppa Italia conquistata il 17 febbraio 2019, un trofeo che ha regalato alla città di Cremona.
Djordjevic in panchina, Trainotti al mercato, i fratelli Alibegovic nel mirino
Sul fronte tecnico, il nome che circola con maggiore insistenza per la panchina è quello di Sasha Djordjevic. L’allenatore serbo, dopo gli scudetti vinti con la Virtus Bologna nel 2021 e con il Fenerbahce Istanbul l’anno successivo, aveva intrapreso l’esperienza sulla panchina della Nazionale cinese. Sarebbe lui il prescelto della cordata guidata da Nelson.
Per la costruzione della rosa, la gestione del mercato dovrebbe essere affidata a Salvatore Trainotti, attualmente in scadenza di contratto con Verona e impegnato parallelamente come direttore del settore squadre nazionali della FIP. La rete di contatti negli Stati Uniti di Nelson Jr. rappresenterà un canale privilegiato sul fronte americano.
Il roster è ancora tutto da costruire, ma più di un segnale punta verso l’arrivo nella capitale dei fratelli Alibegovic. Mirza, ancora legato a Udine, potrebbe trovare il modo di liberarsi. Per Amar, invece, si tratterebbe di un ritorno: il lungo bosniaco, in possesso di passaporto italiano, aveva già vestito la maglia della Virtus Roma nell’era Toti, dal 2018 al 2020.
Sullo sfondo, però, il quadro romano si complica. Il presidente di Trieste avrebbe bloccato il PalaEur e starebbe valutando l’acquisizione di un titolo per portare anche lui una squadra nella capitale in Serie A. A questo si aggiunge la Virtus GVM Roma 1960, che procede in piena autonomia puntando alla A2. Una situazione intricata, che dovrà trovare una soluzione in tempi ragionevoli.





