Leandro Bolmaro ha aperto a Luca Chiabotti su Repubblica-Milano il suo mondo, sportivo e personale, spiegando perché il secondo anno all’Olimpia gli stia permettendo di maturare come mai prima. L’argentino ha parlato della stabilità ritrovata dopo anni di cambiamenti continui, sottolineando quanto fosse fondamentale restare nello stesso ambiente per crescere davvero:
«Restare a Milano è stato fantastico, davvero. Quando cambi squadra troppo spesso finisci inevitabilmente in confusione: devi adattarti di nuovo, capire un nuovo sistema, nuovi compagni, nuove abitudini. Invece, al mio secondo anno qui, mi sento a casa. È una società di altissimo livello, dove tutto è organizzato e pensato per far rendere i giocatori al meglio. È un posto in cui vorrei restare a lungo, perché sento che la continuità è ciò che può far crescere il mio gioco e la mia mentalità».
All’inizio della stagione, l’argentino ha voluto confrontarsi apertamente con coach Messina per capire cosa si aspettasse da lui in una squadra ricca di esterni. Da quel dialogo, dice, è nata una presa di responsabilità diversa:
«Ho parlato con il coach prima di cominciare la stagione, volevo sapere chiaramente cosa volesse da me. […] Da quel confronto ho capito che dovevo essere più aggressivo, sì, ma soprattutto più consistente. Non solo dei lampi, non solo energia in certe fasi: dovevo esserci sempre, in ogni possesso, in ogni dettaglio».
Bolmaro ha anche raccontato del rapporto costruito con Quinn Ellis, un’intesa sorprendentemente naturale. Il giovane talento britannico è uno dei giocatori che stanno trascinando l’EA7 in questo inizio di stagione, proprio come l’argentino:
«Con Quinn è stato tutto facile fin dall’inizio. Siamo molto simili in tante cose: la potenza, l’energia, la voglia di lavorare ogni giorno per migliorare. Questo ci ha permesso di capirci subito, sia dentro che fuori dal campo. […] È raro trovare una sintonia così immediata con un compagno».
Bolmaro guarda anche alla stagione dell’Olimpia nel suo complesso, riconoscendo il valore del gruppo e l’impatto dei veterani arrivati in estate. Alcuni di loro, come Lorenzo Brown, stanno vivendo un momento di difficoltà per via degli infortuni, ma l’importanza nello spogliatoio rimane vitale:
«I veterani hanno portato esattamente quello di cui avevamo bisogno. La loro esperienza ci aiuta a rimanere uniti, a gestire meglio i momenti difficili. È qualcosa che l’anno scorso è un po’ mancato perché eravamo più giovani.».
Infine, l’argentino ha parlato del clima interno, un equilibrio che sembra finalmente solido. L’obiettivo rimane solo uno, arrivare ai playoff di Eurolega, pur all’interno di un’annata lunghissima e piena di insidie:
«Siamo una bella squadra, con un mix giusto tra gioventù ed esperienza. Nessuno è egoista, tutti vogliono lavorare e migliorare. La stagione sarà la più lunga di sempre, quindi dobbiamo andare avanti gara dopo gara, senza perdere la nostra identità. Abbiamo la possibilità di arrivare ai playoff, ma dobbiamo riconoscere i nostri errori e affrontare con forza i momenti complicati. Io sono felice, perché vedo impegno reciproco, vedo un gruppo unito. Ed è questo che fa la differenza».





