LA STAGIONE IN CORSO
Alle soglie della stagione 20/21 le aspettative per la squadra sarda sono altissime, il roster è di qualità e si punta in alto, viste anche le numerose soddisfazioni degli anni precedenti.
La compagine di Pozzecco sta disputando un campionato che rispetta le aspettative, pur non mancando qualche difficoltà. Le statistiche parlano infatti di una squadra offensivamente quasi perfetta, visto il 116.6 di offensive rating, il terzo della lega, dato molto vicino al 119.4 dello scorso anno. C’è da sottolineare però l’enorme differenza nel gioco offensivo sassarese tra le ultime due stagioni.
Infatti l’arrivo di giocatori come Bendzius o Kruslin, nonché l’aumento del numero di triple tentate da Spissu fanno si che Sassari faccia più affidamento sul tiro da 3, che viene preso più tranquillamente in questa stagione. Pur tentando soltanto 3 triple in più di media a partita rispetto alla passata stagione, la squadra di Pozzecco prende molte più conclusioni dalla lunga contestate, convertendo comunque i tiri pesanti con percentuali molto buone, che si attestano sul 40%.
Inoltre con la partenza di Pierre e Evans il numero di penetrazioni a canestro sono nettamente diminuite, complice il fatto che al loro posto siano arrivati Jason Burnell ed Eimantas Bendzius, due che preferiscono molto di più andare in post, soprattutto il lituano, dove riescono anche a creare discretamente, potendo contare su una discreta visione di gioco. C’è da segnalare infatti l’esplosività e la rapidità di Burnell nel penetrare, giocata che gli riesce anche molto bene, anche se non la utilizza quanto le ali della scorsa stagione.
L’innesto di Burnell nel sistema offensivo sassarese è stato abbastanza indolore, viste le somiglianze a livello di peso specifico offensivo con il suo predecessore Pierre. Burnell infatti è un’ala piccola che può giocare importanti minuti anche da 4, riesce a non intasare l’area ed a lasciare libertà di movimento sotto le plance a Bilan, che in questa stagione sta dimostrando una volta di più di essere uno dei centri migliori del nostro campionato.
L’arrivo di Bendzius nel ruolo di 4 titolare invece ti permette una pericolosità elevata sull’arco, facendoti partire quasi sempre con un missmatch sotto canestro, visto che difficilmente si può raddoppiare Bilan senza lasciare libero un tiratore.
Difensivamente invece la storia cambia, con Sassari che è tra le peggiori della lega per Difensive Rating ed è penultima per punti subiti a partita, con 87.75. Questo deriva da un sottodimensionamento palese delle guardie, con Spissu e Gentile che sono quasi sempre in difetto fisico con i pari ruolo e da un Bendzius che nella propria metà campo non dà il meglio di sè, come attesta il 114.1 di defensive rating, peggiore tra quelli che giocano più di 15 minuti di media.
Nel quintetto iniziale rimangono quindi i soli Bilan e Burnell a difendere la baracca, con il primo che perde in difesa quanto guadagna in attacco grazie al suo fisico, a causa della fisiologica lentezza di movimento, ed il secondo che, pur essendo il miglior difensore della squadra dati alla mano, non riesce a sopperire ai limiti di tutti i suoi compagni. Se a tutto ciò si somma il fatto che dalla panchina entrano Kruslin, Tillman e Treier, tre dei peggiori per difensive rating dell’ intera squadra, la frittata è fatta.
Inoltre la compagine sassarese sta ancora aspettando Justin Tillman che, pur considerando che proprio durante la scorsa settimana sono arrivate parole positive nei suoi confronti dalla dirigenza, sembra aver finito le scuse. Se infatti ad inizio stagione la sensazione era che il centro statunitense stesse recuperando dall’infortunio ora invece il problema non sembra più di merito fisico, ma mentale.
Il numero 23 infatti sembra non capire a pieno il gioco sassarese e di non essere ancora entrato negli schemi di Pozzecco, prendendosi poche conclusioni, la maggior parte delle volte create in post, pur convertendole con un discreto 58.3%. Durante le ultime due partite inoltre gli sono stati riservati soltanto 11 minuti totali, a fronte dei 19.4 di media nelle precedenti 9 uscite.
Sicuramente in quel di Sassari si cercherà in ogni modo di evitare di ricreare la situazione che lo scorso anno ha portato alla partenza di McLean, poiché aveva compromesso non poco l’ambiente nello spogliatoio dei giganti, prolungandosi per mesi e comportando diverse tensioni, figlie anche della mala gestione da parte della dirigenza.
CONCLUSIONI E PROSPETTIVE
Come saprete se seguite il basket nostrano, Pozzecco non è di certo la personalità più facile da analizzare nel panorama cestistico italiano, e le critiche che gli si potrebbero muovere sono tante, spesso anche giustificate. Dal fatto di essere troppo esuberante e sopra le righe fino a chi lo definisce addirittura (esagerando) un pagliaccio, a causa delle diverse dichiarazioni controverse ed apertamente critiche nei confronti dei giornalisti e non, che più volte si è lasciato scappare.
Indubbiamente non sempre il Poz è difendibile, e se si decide di amarlo bisogna accettare il fatto che spesso bisognerà abbassare la testa e dire “hai ragione, ha esagerato”, aspettando il prossimo successo o la prossima vittoria inaspettata, che dimostrerà ancora una volta la validità tecnica del nativo di Gorizia.
Grazie a lui Sassari ha un’identità, unica e ben definita, anche se non perfetta. Indubbiamente la rotazione in ottica playoffs è corta e sicuramente al momento ci sono diversi problemi all’interno del roster, ma se c’è una cosa che Gianmarco Pozzecco ci ha insegnato è che non bisogna mai dare giudizi a priori, soprattutto sulle sue squadre.





