IL BELLO DELL’ESSERE IL POZ
In estate Pierre abbandona Sassari dopo due anni, l’ottima stagione gli è valsa l’Eurolega, Evans decide di farsi riempire di soldi in Cina e Pozzecco deve ricostruire il roster partendo dai suoi punti fermi, quelli di sempre.
Il 14 Giugno arriva la doccia gelata dalla Sardegna: Pozzecco esonerato. La faccenda rientra subito e in conferenza stampa Sardara rinnova il completo appoggio della società al progetto dell’ex numero 5, ma la ferita è ormai profonda, come dichiara proprio il Poz in un’intervista tempo dopo.
Ed è proprio qui che si vede tutto il fascino del Poz, nella sua capacità di dividere il pubblico, di risultare sempre genuino, diretto. Al momento a Sassari è in atto una vera e propria guerra, la dirigenza contro Gianmarco Pozzecco, la squadra sa già chi scegliere.
Proprio su questo nodo il discorso sull’efficienza della Dinamo Sassari si esaurisce, i biancoblu giocano bene perché giocano come una famiglia, non come una squadra. Il roster è l’esatta fotocopia delle molteplici facce di Gianmarco Pozzecco: da Spissu, il giovane play di ottime speranze a cui il Poz ha sicuramente qualcosa da dire e che coltiva con la massima cura, come si coltiva il più bello dei fiori, a Bendzius, l’ala lituana che sente bruciare nell’iride il sacro fuoco, lo stesso che ti scalda se guardi dritto negli occhi del suo capo allenatore.
Non è sicuramente un caso se Burnell, proprio a Sassari, ha trovato la giusta continuità per essere quel giocatore incredibile che già lo scorso anno alla corte di Pancotto ci aveva dimostrato di poter essere. L’energico gioco del numero 11 infatti ha trovato la sua massima espressione nell’animo esuberante della squadra isolana: veloce, spumeggiante, controverso.
I falli tecnici in panchina ormai non li contano neanche più, ma è proprio qui che Pozzecco vince, nella voglia di difendere i suoi a tutti i costi, di spalleggiarli e accompagnarli alla vittoria proprio come farebbe un padre con i propri figli, come confermano le sue parole prima della vittoria durante la finale della Supercoppa 2019: “ci penso io a lamentarmi con gli arbitri, voi dovete continuare a giocare”.
La vittoria per il Poz è una cosa seria, ed è proprio questo che ha trasmesso più di tutto ai suoi in questi anni, non importa se debba essere espulso, se debba urlare, sentirsi addirittura male, bisogna vincere, ad ogni costo.
