Due settimane di lavoro intenso per costruire le fondamenta della nuova Varese. La squadra di Ioannis Kastritis è già a pieno regime, e il percorso seguito in questi primi giorni di preparazione racconta molto su come il tecnico intenda plasmare il gruppo in vista della stagione 2026/27.
Il punto di partenza, coerente con l’approccio che contraddistingue il lavoro del coach, è la fase difensiva. Le cosiddette “Kastritis Rules” prevedono un sistema basato su aggressività costante sulla palla, numerosi cambi e un dispendio energetico elevato. È attorno a questo architrave che ruoterà l’intera costruzione della squadra, prima di passare al lavoro offensivo.
Segnali incoraggianti dal campo
Disponibilità, impegno e concentrazione: questi i tratti che hanno caratterizzato il gruppo sin dal primo giorno, come scrive La Prealpina. Tra i giocatori già in evidenza spicca William McDowell-White, che in regia ha mostrato personalità e capacità di prendersi responsabilità anche in attacco. Hunter Hale si è distinto per un arsenale offensivo completo, confermandosi al momento l’elemento di maggior qualità tecnica del roster, in attesa del rientro di Amedeo Della Valle.
Con quattro giocatori su tredici senior ancora assenti dagli allenamenti collettivi, gli aggregati dell’area Varese Basketball stanno risultando preziosi. Già in palestra dal 3 agosto, garantiscono numeri e continuità di lavoro nelle sessioni quotidiane.
Varese: un’identità più collettiva
La direzione è chiara: la Varese 2026/27 punta a un basket più simile a quello espresso nelle ultime undici partite della stagione precedente, con meno protagonismi individuali e una costruzione di gioco più corale. Un cambio di registro che rispecchia le ambizioni degli investimenti estivi e che il campo, almeno per ora, sembra confermare.
