HomeEuroLeagueLegabasket ed Eurolega: il Covid non conosce frontiere (Werther Pedrazzi)

Legabasket ed Eurolega: il Covid non conosce frontiere (Werther Pedrazzi)

Lo stato (diffuso) dell’arte

Il manifesto della situazione che (anche) il basket sta vivendo è tutta nella frase di Ettore Messina:

Spero che vivremo abbastanza da avere accordi economici da rispettare.

Spiace, davvero tanto, che in molti non ne abbiano colto il senso!
E noi dovremmo sprecar del tempo per spiegarlo a quei “gaglioffi” che di Messina hanno detto che “pensa soltanto al suo orticello” e di Recalcati addirittura che “si godesse la pensione, andando a guardare i cantieri”? Ma ci andassero loro, dove tutti sapete, questi poveretti…
Capiranno da soli, quando saranno costretti.
Per noi, soltanto una tempesta, facciamo un piccolo temporale, per restare ottimisti, di pensieri sparsi…
Come in Eurolega… Dove adesso cominciano a saltare anche i recuperi di gare già precedentemente rinviate, con Milano che non potrà recuperare quella contro lo Zenit (in programma questa sera) e rinunciare a quella di venerdì, sempre in Russia, contro il Khimki. E vai con le date che si aggrovigliano, e quel contrabbandiere di un virus che non ci sono dogane e frontiere in grado di fermarlo. Avessero dato retta a Messina, i padroni del vapore d’Eurolega, che salvo improbabili miracoli saranno costretti a chiudere… Da un altro è una fortuna che non lo abbiano ancora fatto, poiché hanno dato la possibilità ad Andrea Trinchieri di far partire in quintetto il ragazzo cagliaritano Sasha Grant in una partita di Eurolega (vittoriosa contro la Stella Rossa), e il ragazzo, pronti via, lo ha ripagato stampando un 2/2 da 3 punti. Poi Trinchieri (un genio) lo ha tolto, dopo 6′, e non lo ha più rimesso. Perché, credete, anche se sembra strambo, è così che si fa: ti concedo la vetrina europea, sei stato perfetto, andando avanti che altro potrai fare se non sbagliare? Ed io ti impedirò di sporcare la prestazione perfetta. Chi pensa che Grant avrebbe meritato altri minuti non conosce il mix tra generosità, coraggio e l’essere esigenti. Strano il ragionamento, ma vero. Ne sono capaci soltanto quelli (allenatori) veri!

Mentre in Italia c’è una Casa Felice. Con Brindisi, alla sesta vittoria consecutiva, dove il basket di Frank Vitucci non è soltanto efficace, ma anche bello da vedere e godere. Al contrario di Bologna, sponda Virtus, dove anche il sommo Teodosic sembra deragliare verso lo spettacolo circense, all’assist per l’assist, ad ogni costo, anche a scapito dell’efficacia, con qualcuno che velatamente fa notare e trapelare che qualcosa non quadra, oltre il campo, oltre Djordjevic, per giocatori insoddisfatti di una dirigenza che, ad esempio, nega le trasferte europee in charter, cosa che darebbe alla squadra maggior sicurezza e serenità. Ovviamente la cosa, per quanto ci riguarda, non giustifica alcun lassismo difensivo. O, almeno, non dovrebbe.

Per un punto Martin perse la cappa…

Tutti hanno parlato dello strano caso di Tommaso (Baldasso) proclamato urbi et orbi, subito dopo la partita contro la Reyer Venezia, come il primo e unico italiano a realizzare una “tripla doppia” nel campionato nostrano (16 punti + 10 rimbalzi + 10 assist), con gli altri sette precedenti che avevano visto per protagonisti solo atleti stranieri, e conseguente orgia di siti e giornali, con questi ultimi che alla mattina uscivano già bruciati dal correttivo della Legabasket che derubricava da 10 ad 8 i rimbalzi. E tripla doppia addio. Noi? Nessun commento. Anche se ci piace pensare che se ci fosse stato ancora Luca Foresti – se non lo conoscete chiedete chi era colui che noi chiamavamo il Forrest Gump delle statistiche di Lega – tutto questo non sarebbe accaduto. Pazienza. Provaci ancora Tommy! Anche se a conti (ri)fatti ci è andato più vicino il brindisino Derek Willis (14 punti, 10 rimbalzi, 9 assist).

Mani bucate.
Sassari: 20 palle perse
Virus Bologna: 16 palle perse.

Over 30
Per punti: 35 David Logan
Per valutazione: 33 David Logan, 31 Derek Willis

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