Ad esempio, in relazione agli ultimi accadimenti, perché non chiamare anche Mike James con il suo vero nome: meraviglioso acrobata circense. Intendiamoci, i suoi numeri, da soli, valgono spesso il prezzo del biglietto. Ma nulla a che vedere con una squadra. Un campione è fatto di tre cose: fisico, tecnica e testa. Per quest’ultima non ci permettiamo alcun giudizio, intendendo solo e semplicemente la capacità di integrarsi in un gruppo. Per il circo quest’ultimo requisito non è essenziale. Non pare strano anche a voi, che un fenomeno come MJ non sia adeguatamente apprezzato in un mondo come quello della NBA, dove il talento individuale è ampiamente apprezzato? Ad essere sinceri, anche in NBA non è che ne abbiamo visti così tanti con le sue gambe e le sue mani. Forse è li che finirà? O forse no? E se no. Perché lo conoscono?
Restando in Eurolega. Sarebbe anche ora di ribadire la stagione mostruosa che sta disputando Achille Polonara. Anche ieri sera ad Atene ha guidato il Baskonia alla vittoria con 22 punti, 11 rimbalzi, 4 assist e 36 (!) di valutazione. Chiamando le cose con il proprio nome a volte si incorre nel rischio dell’azzardo. Ma noi ve lo vogliamo dire ugualmente. Nella “terra di mezzo”, ovvero tra i ruoli piccoli e i centri (che non abbiamo), nel ruolo di ¾, la nazionale italiana, con Datome, Gallinari, Melli, Polonara, e anche Fontecchio, di chi dovrebbe avere paura?
Dall’Europa all’America. Perché dovremmo aver paura di definire “sciovinista” un allenatore come Stan Van Gundy, e godere della liberazione di Nicolò Melli dal ghetto di New Orleans? Non vogliamo nemmeno sapere come andrà a finire con Dallas. L’importante è che il giocatore si sia liberato dalla schiavitù del pregiudizio. Come giocarsi l’opportunità dipenderà soltanto da lui.
E gli arbitri? Qui ci autodenunciamo. La cosa è soggettiva. Ma… Non ne possiamo più di antisportivi e instant replay.E non venite a dirlo a noi che è tutta colpa dei regolamenti che allargano, invece di restringerlo, l’ambito delle interpretazioni. Quello lo andiamo sostenendo da una vita. E già che ci siamo, spiegateci perché quando è l’attaccante che “impone” il contatto al difensore, il fallo è sempre della difesa? Lo diciamo noi? No. Basta guardare. Certo che il distinguere è difficile. Per questo che non tutti possono arbitrare. O forse si?
Un sorriso, almeno alla fine?
Come no? Per la Virtus Bologna che ha liquidato 2-0 la Joventut di Badalona e noi, uomini di poca fede, dopo gara1 non eravamo così sicuri, e adesso aspetta in semifinale di EuroCup la vincente tra tra Kazan e Kuban.





