HomeLega BasketLegabasket-Eurolega: tra biscotti al forno e formaggio grana (Werther Pedrazzi)

Legabasket-Eurolega: tra biscotti al forno e formaggio grana (Werther Pedrazzi)

Se di luoghi comuni e dietrologie si deve andare avanti, allora noi preferiamo quella della “paura che fa novanta”. E visto che su retrocessione ed eventuale abolizione non se ne parla più, state pur certi che di qui alla fine (se una fine ci sarà) non sarà l’ultima volta in cui si verificheranno spettacolari quanto inattesi testa-coda.
In particolare. Per molti tifosi di Milano, anche San Pietro era un dilettante. Non aspettano tre volte. Appena canta il gallo di una sconfitta non vedono più l’alba, ma soltanto il calare della notte. Fonda.
Ma non è così! Nemmeno in questo caso.
Ci sono fili intrecciati. Che alimentano la corrente delle motivazioni.
Nella settimana scorsa, doppio turno di Eurolega, l’Armani ha subito 100 punti in casa dal Fenerbahce: 100 punti! Immaginate l’indice di gradimento di Ettore Messina. Ed il suo meditare vendetta.
Nelle due gare successive, infatti, ne ha subiti 64 e 61, rispettivamente a Kaunas, vittoria fondamentale (64-69) in Eurolega contro lo Zalgiris, e a Trento, dove purtroppo ne ha segnati soltanto 60. Uno di meno.
Qui sta il problema. Martedì Eurolega in casa, poi voli a Kaunas, venerdì senza Delaney e LeDay sputi anche l’anima sul parquet in una gara da vecchia Coppa dei Campioni stile Ivkovic-Limoges. E vinci. Di squadra. Nonostante il primo sintomo di calo energetico da parte del Chaco Rodriguez. Poi sabato riprendi l’aereo direttamente alla volta di Trento. E perdi. Perché devi lasciare Hines a riposo e la squadra tutta non arriva al ferro.

Tanto è vero che i milanesi hanno cercato di “risparmiare” anche gli ultimi metri di campo, tirando, inusualmente, più da 3 punti (10/33) che da 2 (8/24). Nell’uno e nell’altro caso con il 30%, vale a dire faticando ad arrivare al canestro. Perdi, per il respiro corto, perché hai nel naso soltanto l’odore della palestra e dello spogliatoio, come variate massima quello di un pullman o di un aereo. Ma perdi soprattutto per il capolavoro di orgoglio ed umiltà della Energia Trentino. Consapevoli di non poterla mettere sul talento e sulla tecnica i trentini hanno messo la partita tutta sull’unico piano possibile: quello fisico e della energia. Con rientri difensivi esasperati e tentavi di contropiede continuati, che, costringendo Milano a rientri affannati, hanno finito per farle esaurire le residue energie, sfiancandola. E alla fine, mentre i milanesi in arsura si rivolgevano alla panchina chiedendo acqua, sul campo di Trento compariva un Magnum di spumante Cavit.

Di questo dovrebbe preoccuparsi l’Armani?
Che conserva 4 punti di vantaggio sulla seconda del campionato italiano?
Oppure di recuperare Delaney e LeDay e la forza per stringere il coltello tra i denti nelle ultime sei gare che rimangono da giocare nella stagione regolare europea? Quattro in trasferta, a cominciare da domani a Mosca contro il Cska, e soltanto due al Forum. Dove però arriveranno Barcellona ed Efes, le due compagini al momento più in palla. Il terzo posto in Europa al momento è assai confortante, ma la classifica non è mai stata tanto stretta. La conquista dei playoff europei: questa è la campagna di primavera!
Dopo il 9 di aprile Milano tornerà a pensare anche al campionato.
Che al momento vive di interesse negli scontri per il secondo posto. Sabato in programma uno spareggio: Happy Casa Brindisi-Segafredo Bologna. Favorita Brindisi? Forse. Ci sembra più compatta ed essenziale. Più, e meglio, definita nei ruoli. Mentre la gloriosa Virtus, azzardiamo, ci sembra più costruita sui nomi che sui ruoli, ancora in una fase di discernimento e selezione dal caos di creazione iniziale. Non la spariamo a caso, ma conseguentemente ad una considerazione reale: la Virtus è la squadra che perde più palloni (23 anche domenica scorsa), in buona parte compensati dagli assist dei suoi geniali interpreti, Teodosic e Markovic. Questo bisogna dire. Eternamente grati alle magie di Milos che ci fanno vedere anche il basket oltre il velo, ma se sulle sue spalle Brindisi dovesse caricare il peso di una difesa fisica e aggressiva? Gli uomini per farlo la Happy Casa ce li ha…
Vedremo.

 

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