Ridere, per non piangere.
All’ultima notizia. Fresca, fresca. Risalente a non più tardi di ieri sera.
Una questione banale, che a non capirne il senso si rischia il fraintendimento, e di farla diventare delicata. Sia chiaro, da qui in avanti, noi ci scherziamo sopra. Messa sul ridere, appunto.
Dunque. Il Consorzio del parmigiano-reggiano ha deciso di rivolgersi al basket per eleggere il testimonial della campagna promozionale sul mercato americano. Pare che in un primo momento fosse stato interpellato Nicolò Melli, logico, fattore di radici, di un ragazzo profondamente reggiano, ma successivamente dalla direzione marketing, con sede a Parma?, si sono defilati, adducendo come motivazione il fatto che per un mercato come quello americano si rendeva necessaria l’immagine di una “star della Nba” di indiscutibile livello, e fama.
Ieri sera il comunicato ufficiale: testimonial del parmigiano-reggiano negli Usa sarà Nico Mannion.
Ah, però… Felicissimi per lui, senza riserve.
Ma…
Ed è qui che incominciamo a scherzarci sopra…
Saranno mica, per caso, stati tratti in inganno dalle identiche iniziali di nome e cognome, N.M., per entrambi, e non avranno forse confuso i nomi di battesimo, Nik e Nico?
O forse Nicolò non sarà sembrato troppo reggiano e troppo poco parmigiano?
Che da queste parti, di qua e di la dall’ Enza, il fiume che segna il confine tra la provincia di Reggio e quella di Parma, la storia dei guelfi e dei ghibellini non è mai finita.
E i parmigiani, quelli di città guai a chiamarli parmensi, che quelli sono gli abitanti periferici del Ducato, che ancora non la smettono con il fatto che loro erano l’antica capitale del Ducato, e ancora la rimenano con la loro Maria Luisa Leopoldina Francesca Teresa Giuseppa Lucia d’Asburgo-Lorena, semplicemente nota come Maria Luisa d’Austria o Maria Luigia di Parma, loro concittadina, che fu anche imperatrice, in quanto moglie di Napoleone I°, oltre che, naturalmente, duchessa regnante di Parma, Piacenza e Guastalla, dal 1814 al 1847.
Proprio lei che ebbe a dire:
A Parma non è difficile vivere, a patto di saper dare ragione all’interlocutore in una discussione di musica o di cucina.
E figuriamoci. Chi siamo noi, per osare andare contro ad una scelta, che, peraltro, e per un momento più seriamente, nemmeno potremmo giurare che sia stata presa da, o con l’avallo, del Consorzio con sede a Parma, e non invece autonomamente in ambito americano.
Ma tant’é…
Tra il divertimento e l’immaginazione, noi continuiamo.
Immaginando che Nicolò ci sia rimasto parecchio male. Lui che, sempre di fantasia procedendo, quando da bambino andava alle elementari sua nonna Ostiliana per sana merendina gli infilava nel cestino un bel pezzo di grana, mentre, invece, ipoteticamente, Nico, più giovane e magari anche fan di Vasco Rossi “la Coca Cola se la portava a scuola”…
Parlando dell’America…
Ci stiamo dimenticando che oltremare si è disputato anche un All Star Game? Direte.
Ah si?
Anche San Remo, qui da noi, se è per quello…
