Commovente anche la gara3 di Allianz Trieste (77-79) nel tentativo di contrastare l’avanzare della strepitosa stagione di Brindisi, che è già storia con la prima volta di accesso alle semifinali nazionali. E non è detto che quello sia il capolinea, visto che in stagione la Happy Casa Brindisi ha già battuto due volte Bologna, prossima avversaria in semifinale. Già, ma adesso è tutto un altro discorso. E’ sicuro, invece, che tra le fila della Happy Casa ci sia un altro giocatore che, al pari del Williams trentino, sarebbe davvero bello (e impossibile?) trattenere nel nostro campionato: Derek Willis. Il guerriero della “tribù dei giocatori totali“. Prototipo del “numero 4” moderno. Difensore sempre, attaccante sempre quando serve, soprattutto efficace perno di manovra. Cara Brindisi, presidente Marino, gm Simone Gioffrè e Frank, provateci.
Bella storia, quella della DeLonghi Treviso. Protagonista del quarto di finale più aspro, ad alto tasso di adrenalina, spietato, che si è chiuso solo dopo un tempo supplementare, soltanto perché la Virtus può permettersi Teodosic e Belinelli, campioni veri, che anche in una serata qualunque (Teo 3/10 da 3 e Beli 2/6 da 3) alla fine mettono insieme l’assist e la tripla che decidono lo scontro. Alla fine la DeLonghi ha ceduto soltanto alla “forza diffusa” della Virtus con sei giocatori in doppia cifra conto i quattro di Treviso. Grazie, soprattutto ad Alessandro Pajola…
Grande Treviso, il rinnovo di una tradizione, profonde radici territoriali che tornano a germogliare. Miracolo? Niente affatto. Soltanto una grande e vera cultura sportiva. E Max Menetti in corsa con Frank Vitucci per il titolo di allenatore dell’anno. In corsa, poi… Ma perché, non lo meriterebbero forse entrambi?
Ah… Vedi? Ci pare di sentirvi: ti sei dimenticato di Ettore Messina. Piano.
Intanto il prode Ettore punta alla “Triade”, ovvero ad essere il terzo allenatore italiano vincente in tre città diverse, dopo Valerio Bianchini (Cantù, Pesaro, Roma) e Charly Recalcati (Varese, Fortitudo, Siena). In Italia Messina è fermo agli scudetti con Virtus Bologna e Benetton Treviso, ma non nasconde il gran prurito… milanese.
E poi, cosa c’entra Messina? Francamente, lui sta correndo ad altra e diversa sfida: è uno dei quattro cavalieri pretendenti al trono d’Europa.
Comunque, a dimostrazione dello sforzo di passione e resistenza opposto dalle squadre eliminate ci piace evidenziare un dettaglio: sia Trieste contro Brindisi (43-40) che Treviso contro Bologna (44-38) hanno vinto la battaglia a rimbalzo. La differenza non l’ha certamente fatta il cuore, ma la caratura delle percentuali.
