Altro che regalo di ringraziamento, Sassari allunga il tunnel di sconfitte in cui è precipitata Brindisi travolgendola 102-75. Dopo che i pugliesi avevano qualificato indirettamente il Banco alla Final Eight di Coppa Italia, la classica del Sud si rivela una gara senza storia anche a causa delle assenze in casa salentina. Senza l’infortunato Clark, con Visconti out e Zanelli a roster per onor di firma, l’Happy Casa accoglie Alessandro Gentile e attende l’arrivo in Italia di Maxime de Zeeuw. Nonostante il roster molto fisico, lo spartito di Vitucci si affida alle sue certezze e crolla dopo il quarto fallo di Josh Perkins (al 25′), soccombendo ai colpi degli avversari. Prosegue invece la risalita della compagine di Bucchi, che aggancia gli avversari in classifica e si gode uno stato di forma davvero invidiabile.
Banco di Sardegna Sassari
D. Logan 7.5: ancora una volta è “caldo come una stufa” quando mette piede sul parquet, alimentando il flusso offensivo. Indemoniato e solido anche in difesa, con una bella stoppata su Perkins e rubate in stile caramella al povero Gentile.
G. Robinson 8: ogni partita che passa cresce in altezza il monumento da erigere alla dirigenza biancoblu per averlo portato a Sassari. Ormai playmaker acquisito, abbina una completezza tecnica sui due lati del campo pazzesca siglando come contro Trento il punto esclamativo.
F. Kruslin 6.5: nei primissimi minuti sembra davvero pimpante e non lesina energie, il secondo fallo prematuro ne spegne gli entusiasmi.
J. Burnell 7.5: quando sente il sangue delle battaglie ardue azzanna la preda con una ferocia agonistica impressionante. Dominante nel pitturato, in post come a rimbalzo, periferico in alcune letture manca ancora il range medio-lungo.
E. Bendzius 7.5: sugli angoli destri oltre l’arco c’è tatuata l’impronta dei suoi piedi, una sentenza. Meno giochi spalle a canestro come prevedibile e un attitudine difensiva apprezzabile con un paio di sfondamenti al limite.
C. Mekowulu 7: Robinson è un Russell con almeno 15 cm in più e di conseguenza è più facile imboccarlo verso il canestro. In difesa ha il compito più arduo e alterna difese egregie a momenti in cui si fa spostare come un rametto al vento.
S. Gentile 6: deve mettere ordine in una gara che va amministrata grazie all’ottimo lavoro dei titolari e ci riesce senza commettere sbavature.
O. Diop 6.5: è lui il primo a sgretolare il castello di certezze di Nick Perkins, con una serie di difese davvero encomiabili. Generoso.
Happy Casa Brindisi
N. Adrian 5: la nuova conformazione della squadra, sbilanciata verso l’alto, rischia di toglierli spazio. Lui non fa molto per ritagliarsi le conclusioni ma è rapido e preciso nel giro-palla. Disastro in lunetta.
J. Perkins 7: il suo merito più grande è di non aver commesso il quinto fallo, anche se la gara era pressoché indirizzata. La scommessa non paga e la squadra senza di lui perde almeno due marce. Ok in attacco, dove giostra bene gli individualismi alla regia, dietro prende spesso la targa a Robinson.
A. Gentile 6: una sufficienza di incoraggiamento in un match dove mette in valigia la fame di tigre per uscirne con la timidezza di un panda. Poche responsabilità assunte e i soliti errori banali, compensati da una valida presenza sotto le plance.
R. Gaspardo 7: davvero poco da recriminare anche se il tabellino non grida al miracolo come in altre occasioni. Pochissime forzature offensive, solo in difesa si dimostra eccessivamente gracilino.
L. Redivo 5.5: probabilmente chiamato a una serata da play sacrificato, trova gli spiragli ma non li sfrutta: timidissimo bagliore di garra argentina.
J. Chappell 5: sovrastato da Burnell ma anche dai piccoli di Sassari, non entra mai in partita e quando turbina nella spirale negativa è solo nocivo per la squadra.
M. Udom 5.5: chiamato a giocare qualche minuto da lungo tattico dimostra invece di funzionare meglio lontano dal ferro.
N. Perkins 6.5: ormai le difese avversarie lo studiano come le tabelline, finché i meccanismi non riescono alla perfezione. Sfrutta i buchi iniziali alla grande ma non appena viene raddoppiato o triplicato la situazione precipita e lui tracolla insieme alla squadra.





