La sfida tra VL Pesaro e Cento si apre con gli che giocano da subito una pallacanestro solida e concreta limitando i pesaresi e guadagnando vantaggio nel punteggio, ma i padroni di casa con il proprio talento resistono restando agganciati alla partita per tutti i primi 3 quarti quando Cento, trascinata da uno straripante Davis, cerca di prendere il largo e nell’ultima frazione, alzando l’intensità in entrambe le fasi di gioco, riescono a dare la decisiva spallata alla partita sfruttando le fiammate di Felder e la solidità di Miniotas, De Laurentiis e Tambone.
Il match termina 80-66 certificando la presenza di Pesaro nella parte più alta della classifica.
MVP
Nonostante le fiammate finali di Felder abbiano condotto Pesaro alla vittoria il premio di migliore in campo spetta a Matteo Tambone che per tutti i 40 minuti ha dato prova di estrema solidità risultano la principale ragione per cui i padroni di casa sono riusciti a restare agganciati nel punteggio a una Cento sempre solida in attacco.
Da rivedere
Prestazione opaca rispetto agli standard per Octavio Maretto che non è mai risultato davvero pericoloso e impattante soffrendo la fisicità degli avversari per tutta la partita sia in difesa che in attacco dove le sue iniziative sono state costantemente limitate.
VICTORIA LIBERTAS PESARO
Trucchetti 6: parte in quintetto e all’inizio del match gioca una gara molto solida, ma cala e sparisce nel finale.
Leonardi n.e.
Bertini 6: alti e bassi nella sua partita, nella seconda metà di gara riesce a trovare più pericolosità al tiro.
Maretto 5: non è mai pericoloso quanto ci si aspetterebbe da lui e gioca una sfida poco concreta e incisiva.
Sakine n.e.
De Laurentiis 7,5: solido, decisivo e presente. Il giocatore italiano dimostra le proprie qualità sia in attacco che in fase difensiva.
Tambone 8: senza Bucarelli è ancor di più il leader tecnico e emotivo della formazione e riesce sempre a farsi trovare pronto in ogni fase di gioco.
Virginio 6: si accende davvero solo nel finale dove mette in campo un’ottima fase difensiva e si dimostra pericoloso anche in attacco.
Felder 6,5: le sue fiammate portano alla vittoria di Pesaro e mettono in luce tutto il suo potenziale sia in attacco, che in difesa che in fase di costruzione; l’unico neo è che fatica a mantenere questo apporto con costanza.
Miniotas 7: si conferma un giocatore cardine della squadra anche se nella partita odierna tra Pesaro e Cento per lunghi tratti non è riuscito ad incidere e a portare il suo solito contributo soffrendo forse eccessivamente i giocatori avversari.
Fainke n.e.
Coach Leka 6: per tre quarti riesce, con fatica, a restare agganciato agli ospiti e solo nel finale riesce a far rendere al meglio Pesaro sfruttando il talento dei propri giocatori unitamente alla stanchezza degli avversari a cui però non è mai riuscito a mettere un vero freno e correttivo durante la gara.
BENEDETTO XIV CENTO
Tanfoglio 5: in campo fatica ad incidere e a portare il proprio contributo in maniera concreta.
Piazzi n.e.
Arletti 5: nei minuti in campo prova a dire la sua, ma ad eccezione dei 2 punti il proprio apporto è minimo.
Conti 6: gioca una partita concreta e solida, ma commette qualche errore forse di troppo.
Berdini 6,5: in cabina di regia mette in luce le proprie qualità confermandosi un giocatore spesso utile alla squadra.
Devoe 7: offensivamente il suo contributo è sempre di altissimo livello nonostante gli errori al tiro e qualche imprecisione
Moretti 5,5: in campo prova a portare il suo contributo nei minuti sul parquet, ma non sempre riesce a dire la sua.
Montano 5: segna una tripla, ma poi sbaglia ogni altro tiro non riuscendo mai a incidere.
Guerrieri n.e.
Davis IV 7,5: mette in mostra tutto il suo talento confermandosi un giocatore dal talento assoluto e completo a 360°.
Fall 6: in area prova a dire la sua giocando una partita senza troppe sbavature e senza eccessive imprecisoni.
Tiberti n.e.
Coach Di Paolantonio 6: per 3 quarti limita al meglio il talento di Pesaro e sfrutta al massimo le qualità del proprio roster, ma nel finale, complice anche la stanchezza, non riesce a resistere alle qualità dei padroni di casa che hanno la meglio.





