In una lunga intervista rilasciata a Basketnews, il playmaker del Maccabi Tel Aviv e della Nazionale spagnola di Sergio Scariolo, Lorenzo Brown, ha parlato delle sue possibilità di tornare a vestire la maglia della Selección.
Lo scorso anno Lorenzo Brown si è dovuto prendere una pausa per poter guarire al meglio dai problemi fisici che ne hanno minato rendimento e continuità. Ora, invece, è alle prese con un fastidioso problema alla schiena che lo sta certamente condizionando, come lui stesso ha ammesso:
Probabilmente sono al 70% in questo momento. Fa parte del gioco, a volte bisogna superare un infortunio. Io mi trovo in una di quelle situazioni in cui sto resistendo. Gli antidolorifici sono i miei alleati al momento. Lo supererò e quando sarò al 100% lo saprete.
Lorenzo Brown giocherà con la Spagna?
In questa settimana, a Belgrado c’è stato un ospite molto gradito e che lo stesso Lorenzo Brown conosce molto bene, ovvero il CT della Nazionale spagnola Sergio Scariolo, col quale ha avuto occasione di chiacchierare un pochino, anche delle indiscrezioni uscite in settimana che hanno riferito di un Brown pronto a tornare a difendere i colori spagnoli.
E nell’ora in cui hanno parlato, Brown ha confermato a Scariolo la sua piena disponibilità a giocare per la Spagna, ma a una condizione.
Dipenderà tutto da cosa farà la mia fidanzata per quanto riguarda il parto, perché è incinta, se lo farà a Tel Aviv o in America. Dovrebbe nascere a maggio, ma è una questione di voli. Credo che dopo le 32 settimane non si possa volare, una donna incinta non può volare dopo le 32 settimane.
Tutto è diretta conseguenza della guerra in Israele che, di fatto, ha tolto stabilità ai giocatori, rimasti in una specie di limbo per qualche tempo, prima del loro ritorno in Israele.
Lorenzo Brown che si è detto felice dell’affetto che riceve dai tifosi spagnoli:
Ricevo molto affetto sul mio Instagram e su Twitter. È una cosa molto apprezzabile da vedere quando non vengo da lì. Gli spagnoli mi amano comunque e questo mi fa molto piacere.
Sul tema naturalizzazioni, d’obbligo pure la domanda sulla concessione del cambio di nazionalità ad alcuni giocatori NBA, passati da Team USA alle Bahamas (Ayton, Gordon e Hield, ndr) possibile avversaria proprio degli iberici nel secondo turno di qualificazione:
Non ho molta familiarità con tutto questo e con quello che sta succedendo. Voglio dire, io l’ho fatto e per un attimo è stato un gran polverone, ma credo che la loro situazione sia molto diversa dalla nostra. Se è legale, non vedo alcun problema. Se non si fanno pressioni, non si infrangono regole o cose del genere, per me va bene. È una competizione, voglio giocare contro chiunque si presenti.
