La stagione dei Los Angeles Lakers si è conclusa contro i Minnesota Timberwolves, con la squadra di Finch in rampa di lancio e in attesa di conoscere la propria avversaria alle finali di conference. La parte finale della stagione della franchigia californiana non ha dato soddisfazioni a dirigenza e tifosi. Nonostante la trade di metà stagione che ha portato Luka Doncic in quel di Hollywood, i gialloviola non sono andati oltre il primo turno dei playoff. Innegabili i tanti difetti del roster a disposizione di coach JJ Redick, così come le colpe del coach stesso, ma a condizionare la squadra ai Playoff ci ha pensato anche una condizione fisica non ottimale. Per questo motivo, una delle prime mosse in questa offseason dei Lakers è stata quella di cercare uno strenth e conditioning coach.
I californiani hanno postato l’offerta di lavoro nel corso dell’ultima settimana su TeamWorkOnline. Con ogni probabilità, la dirigenza ha preso questa decisione anche sulla base delle preoccupazioni espresse da JJ Redick per la condizione fisica della squadra. Subito dopo l’eliminazione contro Minnesota, l’allenatore dei Lakers aveva dichiarato:
“Abbiamo molto su cui lavorare in termini di condizione. Sicuramente ci sono stati giocatori in una forma fisica eccezionale, e certamente ce ne sono altri che avrebbero potuto essere in condizioni migliori. La mia mente va subito lì: dobbiamo arrivare a una forma fisica da titolo.”
Il lavoro come conditioning coach, che i Lakers pagherebbero tra i 200mila e 250mila dollari all’anno, ha l’obiettivo di creare un piano programmato “motivando i giocatori e rendendoli responsabili del lavoro in sala pesi”. Inoltre, l’obiettivo è quello di “motivare efficacemente i giocatori a raggiungere il loro massimo potenziale”.
Se i gialloviola troveranno un conditioning coach, probabilmente quest’ultimo dovrà aspettare per lavorare con Luka Doncic. Come confermato da ESPN, Doncic intende giocare EuroBasket con la Nazionale slovena. Di conseguenza, svolgerà lavoro individuale sulla propria condizione per arrivare preparato alla competizione.
