– Due acquisti hanno alzato il livello di un roster che, almeno nelle prime uscite, non sembrava adeguato alla A1; vorrei chiederle un suo pensiero su Lamb e Mejeris e sul loro impatto?
Credo che Lamb e Mejeris abbiano avuto indubbiamente un ruolo importante nell’economia della nostra stagione; il primo per dare maggiore consistenza soprattutto nella metà campo offensiva ad una squadra che nelle prime giornate ha sofferto perchè stava dando dei riferimenti troppo chiari agli avversari, dove Delfino e Jones sembravano gli unici terminali offensivi credibili e quindi di conseguenza prevedibili.
Arrivando Lamb siamo riusciti ad alzare e spalmare il livello di competitività della squadra e Lamb ha avuto l’umiltà di accettare questo ruolo di sesto uomo uscendo dalla panchina e riuscendo, soprattutto insieme a Tambone e ad uno tra Zanotti e Demetrio e a Moretti, a garantire di avere sempre in campo quintetti di pari efficienza e efficacia.
Il suo arrivo è stato dunque sicuramente importante e poi si è saputo anche prendere responsabilità, molto spesso c’è la sua firma su finali di gara punto a punto nei quali siamo usciti vincitori grazie anche alla sua freddezza e personalità a gestire lo stress.
Mejeris ha dimostrato grande consapevolezza ed esperienza, caratteristiche che gli sono proprie, arrivando in una squadra a poche settimane dalla fine della stagione, non potevamo neppure fare troppo per metterlo nelle condizioni di giocare e sfruttare completamente le sue caratteristiche, ma per noi era indispensabile che lui fosse in grado di elevare il livello dei compagni che aveva vicino e quindi questo ruolo da facilitatore ha reso la nostra squadra ancora più consistente e io credo che il lavoro di Mareks Mejeris si legga non solo nel numero delle vittorie e nelle statistiche che lui può aver accumulato quanto nella crescita che hanno avuto al suo arrivo giocatori come Jones, Delfino, Lamb e Moretti che hanno sfruttato la sua conoscenza cestistica e le sue qualità nel riuscire a rendere il nostro gioco su entrambe le metà campo più efficace.
– Cosa ne pensa di Moretti che, dopo una stagione in ombra a Milano e un inizio sottotono, è cresciuto enormemente anche grazie alla fiducia che lei gli ha dato.
Fino a dove può spingersi e migliorare? Quali sono i suoi punti di forza in questa serie A1? E come si spiega la sua partenza sottotono?
Credo Davide abbia avuto una crescita esponenziale nell’arco della stagione come era legittimo attendersi; quando Pesaro ha deciso di puntare su di lui ha preso un giocatore di indubbio talento che veniva da una stagione difficile e che, soprattutto, in questi termini va letto per quanto riguarda le sue difficoltà di inizio stagione. Inoltre ha avuto il Covid proprio a ridosso dell’inizio del campionato: questo lo ha debilitato dal punto di vista fisico e ne ha rallentato un po’ i processi di inserimento in una squadra dove lui doveva pian piano conoscere il proprio ruolo e riscoprire come poter diventare protagonista.
Di lui mi piacciono, oltre alle capacità tecniche, la personalità e quella dose di faccia tosta che credo debba essere una peculiarità di giocatori della sua età, ma soprattutto con la sua esperienza e il suo percorso e penso che sia destinato a fare ulteriori progressi e mi auguro che quanto fatto in questa stagione sia da monito anche per scelte ponderate future perchè sappia avere le opportunità che merita.





