– Parlando ora della Lettonia: è una nazionale in crescita, quali sono le sue prospettive e i suoi obiettivi? Avremo la possibilità di vedere Porzingis nelle prossime uscite?
Quando ho accettato l’incarico della nazionale lettone ho fatto i conti un po’ con la frustrazione che nasceva dall’aver mancato per due edizioni consecutive la partecipazione ai campionati europei dai quali la Lettonia manca da troppo tempo, sono state sconfitte rocambolesche, drammatiche e che hanno spinto gli allenatori precedenti a lasciare l’incarico: ho ereditato una situazione molto difficile sia sotto l’aspetto tecnico che emotivo con molti giocatori che avevano manifestato l’intenzione di non partecipare più all’attività della nazionale, siamo partiti a fari spenti e da un livello molto basso ovvero il girone di pre qualificazione ai campionati mondiali, ci siamo battuti contro squadre poco blasonate come Bielorussia e Romania che in realtà si sono rivelate avversarie molto ostiche.
Mi piace che siamo partiti da un livello così basso perchè poi ho constatato da subito il desiderio di riscatto di questo gruppo di giocatori e ad oggi posso dire di aver individuato uno zoccolo di uomini oltre che validi giocatori che possono essere in grado di spingere questa nazionale verso i traguardi prefissati.
A giugno giocheremo in casa contro la Serbia la partita di ritorno che assegnerà addirittura il primo posto del girone: siamo già matematicamente qualificati all’ultima fase prima del mondiale, abbiamo questo sogno che stiamo condividendo perchè la Lettonia non ha mai partecipato ad un campionato mondiale.
Dal punto di vista strettamente tecnico la mia idea è quella di creare uno stile di una buona pallacanestro, con giocatori preparati e molto disciplinati e quindi sto cercando di costruire un sistema che ricalchi il loro stile.
Nel caso di Porziņģis bisogna fare un discorso a sè perché la sua partecipazione è strettamente legata a fattori che non sono in nostro controllo e questo perchè è un giocatore NBA con un contratto importantissimo e con una situazione fisica difficile, ha accumulato molti infortuni che lo hanno costretto nelle stagioni precedenti a saltare tante partite ed avere un’estate con la nazionale potrebbe essere un ulteriore rischio per la sua condizione e il suo stato di forma.
Non voglio entrare nel dettaglio, ma dalla tipologia di comunicazione che abbiamo ho la sensazione che lui stia riscoprendo il desiderio di voler partecipare, non so quando questo accadrà, ma sono piuttosto certo, anche se non voglio essere in grado di fare promesse, ma ho la sensazione che prima o poi ci possa essere la possibilità di avere di nuovo questo grandissimo campione nella nostra squadra perchè è legato fortemente, in modo indissolubile alla nazionale e alla sua nazione e quindi ci terrebbe a fare qualcosa di importante che vada al di là del grande prestigio che lui sta dando al basket lettone grazie alle sue performance in NBA.
– Sicuramente seguirà il campionato lettone per fini legati alla nazionale ed io vorrei chiedere un suo commento: esistono giovani o comunque giocatori validi per campionati più competitivi (come ad esempio quello spagnolo o proprio per l’Italia) o per prendere parte a coppe europee di livello?
Il livello del campionato lettone, che nella prima parte di stagione in realtà si gioca tra Lettonia ed Estonia, e soltanto nell’ultimo periodo diventa ad esclusiva partecipazione delle squadre lettoni, è un buon livello dove le squadre riescono a valorizzare giocatori giovani, quelli che comunque non hanno scelto un percorso formativo all’estero come spesso è successo in passato infatti in Italia e Spagna ci sono le delegazioni più importanti e più nutrite di giocatori che hanno scelto in tenera età di uscire dal paese per nasare a giocare almeno 3 o 4 stagioni in campionati stranieri dove è stata data loro la possibilità di acquisire una licenza cestistica di un altro paese ovvero quello che gli ha dato la formazione come Artūrs Strautiņš in Italia o Rolands Šmits in Spagna.
Penso che in Lettonia ci siano diversi giocatori e non è un caso che si continui a reclutare in Italia ne è esempio Gražulis che è stato reclutato dal campionato lettone da Casale Monferrato che gli ha dato la possibilità di giocare in Italia e mettersi in mostra in A2 fino a convincere Trieste a puntare su di lui per il campionato di A1; la storia di Gražulis riguarda anche altri giocatori soprattutto nei campionati italiani e spagnoli, ma ci sono promettenti giocatori anche nel campionato polacco, turco e adesso nel campionato greco e quindi pian piano questi giocatori stanno acquisendo credibilità e allora credo che club che hanno un livello di scouting adeguato sia opportuno dare un occhio a questo campionato in cui, come detto, ci sono giocatori giovani che si stanno mettendo in mostra e possono realmente avere capacità e possibilità per incidere in una pallacanestro di alto livello e quetso lo confermano i risultati che stiamo avendo con la nazionale A perchè non ho assolutamente in organico grandissimi campioni perchè non potendo usare durante le finestre nè giocatori NBA nè giocatori di Eurolega, ma la maggior parte di loro non gioca in squadre imoegnate in coppe europee ciononostante stanno dimostrando tutto il loro valore, le loro potenzialità e futuribilità.
– Infine un suo pensiero e un commento sui futuri match che attendono la VL in questi playoff contro la capolista Virtus Bologna?
La sfida contro Bologna è molto intrigante, sulla carta ha un pronostico chiuso; sfideremo la squadra fresca di questo grande successo che è stato alzare l’EuroCup e guadagnarsi sul campo il diritto di essere in Eurolega il prossimo anno; una squadra già fortissima arricchita poi dall’arrivo di due campioni assoluti come Hackett e Shengelia, guidata da uno degli allenatori più vincenti nella pallacanestro europea come Sergio Scariolo.
Ci sono tanti fattori che rendono questa sfida intrigante come Pesaro che torna ai playoff dopo 10 anni e incrocia la corrazzata di questo campionato, avere di fronte Scariolo e Hackett che, per nascita uno e per percorso cestistico e professionale l’altro, sono indissolubilmente legati ad una realtà come quella di Pesaro.
Ci sono tutti gli ingredienti perchè affrontiamo queste gare con coraggio e incoscienza però continuiamo a voler sognare insieme e desideriamo centrare un’impresa che, come detto, sulla carta può sembrare folle però ne abbiamo abbastanza di follia e lo abbiamo già dimostrato lungo questa stagione che è nata sotto cattivi auspici, ma che noi siamo stati bravissimi, anche grazie al calore e al supporto della piazza, a rendere speciale.





